Salernitana, parcheggio d’oro per Lotito Valutazioni milionarie per ex granata

di Matteo Maiorano

Strakosha e Luis Felipe valgono 36 milioni in due. Akpa, centrocampista devastante all’ombra dell’Arechi, rischia di essere l’ennesima pedina da sette zeri transitata per Salerno

Nella provincia romana le speranze saranno anche andate in frantumi, ma l’erba cresce rigogliosa. Il magistrato Angelo Fabiani, delegato dall’imperatore Claudio alla direzione generale dei lavori, sta costruendo la nuova Salernitana nel ritiro di Sarnano. La truppa granata sta lentamente provando a uscire dal delicato momento post-campionato: dopo la mancata qualificazione agli spareggi promozione nuvole grigie hanno iniziato ad addensarsi sul club granata.


INCIPIT – Non sarà certamente il mancato raggiungimento (pardon, l’ennesimo) della zona play-off ad aver acuito il rapporto tra la piazza e la società. La distanza, ormai siderale tra gli ambienti, è un dato incontrovertibile: Lotito, preso da impegni calcistici, politici, federali, non ha mai il tempo di vivere la piazza. Certo, non potrà questo essere motivo di astio nei confronti del patron, ma il fatto che continui a ignorare le sirene provenienti dall’ormai provincia romana, lascia intuire che i malumori non siano ingiustificati.

Minacciato dagli ultrà biancocelesti, Lotito chiese ed ottenne una scorta. Ignorando i malumori dei tifosi laziali, l’imperatore Claudio ha sempre lavorato di testa sua. Mentre però dalle parti del Tevere può contare sul genio di Tare (fidato che, dopo il cursus honorum con la tunica biancoceleste, ha permesso a Lotito di portare a casa sei trofei in poco più di undici anni dietro la scrivania), a Salerno la situazione è differente.


SALERNITANA – In terra granata Angelo Fabiani sembra essere incappato in una sorta di trauma “cadetto”: il direttore, dopo aver brillantemente vinto al primo tentativo il torneo di Lega Pro, non ha saputo più eccellere. Tutti gli allenatori saliti sulla giostra hanno pian piano mostrato la medesima sintomatologia: malumori negli scorci di stagione e addio dopo soli 8 mesi di lavoro.

Certo, c’è anche chi è durato molto meno, dato che il rischio di retrocedere è stato il refrain dell’intero lustro cadetto, se escludiamo la parentesi dell’ex cittì Ventura.Lotito, per giustificare i fallimenti sportivi, ha sempre parlato di fattori imponderabili: quegli infortuni che nel corso del tempo hanno contraddistinto il cammino della Salernitana che ha avuto, come filo conduttore negli anni, proprio la costante dell’infermeria piena.


PARCHEGGIO D’ORO – Mentre molti lasciavano il campo in preda ai fastidi muscolari, altri iniziavano a mostrare doti che giustificavano il passaggio dalla casa madre Lazio alla provincia romana. Thomas Strakosha non ebbe vita facile all’ombra dell’Arechi, tutt’altro: il pipelet albanese, all’esordio contro l’Avellino, commise l’errore che portò al gol di Trotta. Un anno dopo, il numero uno albanese guadagnò la titolarità nella Capitale. Arrivato a Salerno da comune mortale, oggi il suo cartellino vale 20 milioni di euro ed è il quinto calciatore della rosa di Inzaghi per valore di mercato.

Il sesto di questa speciale graduatoria è un’altra vecchia conoscenza del pubblico dell’Arechi, che a differenza di Strakosha dimostrò fin da subito di avere numeri importanti. Luis Felipe, arrivato a Salerno come difensore di belle speranze, andò a segno all’esordio, nel derby vinto contro il Benevento di Baroni. Un’inzuccata di testa che catturò le attenzioni dello stesso Tare, che dopo pochi mesi lo richiamò alla Lazio. Il difensore oggi vale la bellezza di 16 milioni di euro.

OGGI AKPA – Il passaggio del franco-ivoriano alla corte di Inzaghi non è dunque una sorpresa. Akpa ha dovuto vincere i problemi muscolari, che ne hanno inevitabilmente compromesso la carriera, ma quando ha giocato senza fastidi ha dimostrato di essere tra i migliori del suo reparto in serie cadetta. Non possiamo certamente prevedere il suo valore futuro, ma con la partecipazione della Lazio ai gironi di Champions, il cartellino dell’ex capitano del Tolosa non avrà un valore trascurabile.

FUTURO – Non tutte le ciambelle escono col buco. L’esempio lampante è rappresentato dai due Anderson, Andrè e Djavan. Arrivati in granata lo scorso anno, hanno dimostrato numeri discreti senza mai sbocciare, in un contesto generale (quello del campionato 2018-2019) nel quale diverse problematiche hanno inficiato le prestazioni dei calciatori. Non escludiamo che uno dei due, vista la mancata valorizzazione, possa proprio tornare a Salerno. Nella terra che ha assunto, sempre più, i caratteri di un parcheggio d’oro.

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