CAVA DE’ TIRRENI,IN SEI SFIDANO L’USCENTE ENZO SERVALLI

Come in un film di Sergio Leone, siamo al triello. Presentate le liste elettorali ed ufficializzati i candidati sindaco l’opinione diffusa a Cava de’ Tirreni è che nonostante siano sette candidati alla poltrona più alta del Consiglio comunale, a concorrere realmente per la fascia tricolore saranno in tre: l’uscente Vincenzo Servalli, Marcello Murolo che ‐ con non poca fatica ‐ ha compattato il centrodestra e Luigi Petrone, meglio noto come Frà Gigino” ormai ex frate ed attualmente imprenditore. Gli altri candidati sindaco: Giuseppe Benevento per il Movimento 5 Stelle che ‐ per la prima volta a Cava ‐ ottiene la possibilità di utilizzare il simbolo, Davide Trezza per Potere al Popolo, Umberto Ferrigno con la civica “Identità e Tradizione”, Enrico Bastolla, nomade assessore di Enzo Servalli con il quale c’è stata rottura nell’inverno di due anni fa, appoggiato da due liste civiche: “Liberi di…” e “Cava per Cava”. Tanti i nomi dei consiglieri uscenti riconfermati – manca Fortunata Sorrentino, ed è argomento da approfondire anche se da tanti mesi non faceva più parte della maggioranza, messa alla porta per “vicende familiari”‐ e Autilia Avagliano anch’essa assessore dimissionario e non presente in nessuno schieramento con altrettanti capovolgimenti di fronte. Non fa notizia il professore Armando Lamberti che da avversario candidato sindaco si è ritrovato vice di Servalli, non meraviglia la capriola di Antonio Barbuti, da Forza Italia a sostenitore del sindaco uscente e fa grattare il mento la decisione di Massimiliano Di Matteo, ma non troppo, che da Amiamo Cava è transitato in Unione Popolare, a sostegno sempre di Enzo Servalli quando prima è stato l’anima dell’opposizione per il resto dormiente. Di Matteo si vedrà alleato, di schieramento ma non di lista, di Matteo Monetta che rimane con Amiamo Cava al quale hanno aggiunto un “Viva Servalli”, il cui merito è dovuto al “no” di Luigi Petrone in quanto prima di ancorarsi a Servalli, il Monetta aveva chiesto asilo politico anche all’ex frate, che secondo i ben informati avrebbe detto no anche all’ex vicesindaco. Rimane fermo ai box l’ex sindaco Marco Galdi che ha deciso di non candidarsi. Tra le fila di Fratelli d’Italia fa capolino il figlio d’arte (politica)Italo Cirielli. Fratelli d’Italia però dovrà fare i conti con una scontentissima Clelia Ferrara che voleva fare il sindaco ma è stata ridimensionata in corso d’opera ed ora è costretta a lavorare per tre e non per sé. Non candidato anche l’ex vicesindaco Enrico Polichetti, travolto dalle inchieste giudiziarie che poi si sono risolte in una bolla di sapone, che probabilmente più che dalla poca voglia di candidarsi è stato costretto a rimanere fermo per mancanza di collocazione. Risorge Bruno D’Elia che si vede candidato con la lista “La Fratellanza” di Luigi Petrone insieme ad un ex Fratelli d’Italia fuoriuscito per divergenze politiche, visto che la scorsa volta Fratelli d’Italia al ballottaggio appoggiò Servalli e non Marco Galdi a causa di una lite Galdi‐Cirielli, Rosario Prisco. Concludendo il panorama delineatosi è quello di un Servalli costruttore di un grande minestrone convinto di poter vincere senza nemici – non è che Murolo si impegni tanto per arginarlo o gli altri facciano grandi sacrifici per andargli contro – tirandosi tutti a bordo della nave che dovrebbe portare alla riconferma tranne nel caso in cui il redivivo Luigi Petrone riesca a rompere le uova nel paniere a tutti e conquistare Palazzo di Città grazie all’enorme marea di delusi nonché ex fedeli. Menzione onorevole, in conclusione, per i fratelli Senatore, Marco ed Alfonso, avvocati, politici scafati che dalla Lega – anche se Marco non si era mai esposto – virano su Servalli dopo cinque anni – soprattutto Alfonso – di assedio mediatico, insulti e querele.

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