Il “Coraggio”di Antonietta:”C’è bisogno di donne in politica”

La candidata al Consiglio regionale della Campania con Forza Italia: “Salerno e l’intera provincia sono trascurate ormai da tempo”

Caldoro? “È il nome giusto. È sicuramente stato tra i migliori amministratori di questa Regione. Basti pensare al risanamento del bilancio regionale”

di Brigida Vicinanza

Tra le donne di Forza Italia a scendere in campo con “Coraggio”. Antonietta, classe ’79 ha all’attivo anni di esperienza in campo politico e soprattutto a Vallo della Lucania, dove è nata e cresciuta e dove ha mosso i primi passi grazie al papà. Si potrebbe dire proprio “Di padre in figlia”: papà Gerardo (pediatra) ha ricoperto per anni il ruolo di vicesindaco, testimone poi lasciato alla stessa Antonietta Coraggio tra i banchi del comune della cittadina. Adesso quest’ultima è pronta per una nuova sfida, quella delle Regionali 2020, tra le file del candidato governatore Stefano Caldoro e affiancata a Roberto Celano.

È il caso di dirlo: in campo con “Coraggio”. Una quota rosa tra il tricolore di Forza Italia, come mai sceglie di scendere in campo per le elezioni regionali?

“È vero, oggi, forse come non mai, per scendere nell’agone politico ci vuole Coraggio, ma aggiungerei anche una forte motivazione e passione che mi accompagna da sempre. La Politica non è per me esercizio di potere o celebrazione del proprio io sociale, ma messa a servizio della collettività delle proprie capacità ed energie, per affermare una nuova visione del mondo e delle cose che ci circondano. Dopo la positiva esperienza comunale, nel percorso di crescita politica, ritengo sia il momento di confrontarmi con le problematiche di area vasta, nella convinzione di poter dare il mio piccolo contributo di impegno, per rendere finalmente competitiva la nostra regione”.

Quali sono i temi sui quali vorrà concentrarsi e vorrà che i cittadini la “riconoscano”?

“L’osservatorio privilegiato di tecnico e politico mi agevola nella risposta, in quanto ritengo sia dovere di ognuno mettere a disposizione della collettività le proprie conoscenze ed esperienze. Pertanto spero di potermi misurare sulle tematiche del governo del territorio e su una nuova legge urbanistica regionale, senza trascurare la delicata questione del demanio marittimo e di chi ha investito su queste aree. Il compito di un consigliere resta, però, a tutto tondo, pertanto non mi dispiacerebbe profondere parte delle energie nel miglioramento e potenziamento del sistema sanitario regionale che richiederebbe ben altra attenzione nella nostra società le cui fragilità e debolezze emergono di continuo”.

Inizialmente c’è stato un po’ di caos nel centrodestra sulla scelta del “nome” che potesse unire tutti. Cosa ne pensa? Caldoro è l’uomo giusto?

“L’esperienza amministrativa di Stefano Caldoro, come Presidente, è sicuramente stata tra le migliori che questa Regione possa annoverare. L’opera di risanamento del bilancio regionale, l’accelerazione della spesa e il rigore di metodo sono stati esempi di buona amministrazione che giustamente, oggi, si ripropongono per una nuova stagione politica che possa riportare la Campania ai vertici come merita. Esistono tante personalità ed energie del centrodestra che sapranno mettersi al servizio della coalizione per proporre le migliori soluzioni ai tanti problemi che affliggono la Regione, a prescindere dal ruolo ricoperto, animate dalla solo volontà di far bene e contribuire, così, alla rinascita dei nostri territori”.

Emergenza Coronavirus e gestione di quest’ultima, De Luca probabilmente ha acquistato punti, con i suoi modi (spesso poco consoni) e con il suo linguaggio vicino al popolo. Ma davvero è stata gestita come afferma? Ospedali Covid e inchieste, cosa ne pensa?

“L’emergenza Coronavirus è un evento che ha sconvolto la nostra quotidianità e le nostre abitudini, facendoci toccare con mano la fragilità di un mondo globalizzato ed interconnesso. La facilità di diffusione e la rapidità di contagio sono variabili che non si possono controllare con le sole armi dell’isolamento e del rafforzamento dei presidi sanitari anticovid. Occorre, anzitutto, un cambio di stile di vita delle persone, con una corretta campagna di sensibilizzazione, che non sia lasciata solo a spot e frasi ad effetto, ma informi sulla pericolosità del virus e sul modo di contenerne il contagio. Tutto quanto fatto finora è stato allarmare le persone, non insegnare ad esse come convivere con il virus. L’onda emozionale ha spinto per la creazione di nuovi reparti anticovid, con procedure la cui legittimità spetterà alla magistratura vagliare e non alla sottoscritta. Quello che mi preme però sottolineare è il deficit di programmazione che ha drammaticamente evidenziata la mancanza di posti letto nelle terapie intensive degli ospedali, come se mai dovesse accadere l’irreparabile. Qualcuno ha detto che occorre sempre avere un piano “B” nella vita ed allora mi chiedo perché si è arrivati ad oggi per rendersi conto delle carenze del sistema”.

Cosa dovrà cambiare a Salerno? E cosa cambierebbe una volta arrivata a Palazzo Santa Lucia in questa Campania?

“Chi è eletto consigliere regionale decide di svolgere un compito a servizio dell’intera regione di appartenenza senza per questo trascurare le sue radici e le istanze della propria terra. Io farò altrettanto. Non ritengo che Salerno e l’intera provincia meriti di essere trascurata come sta avvenendo. Un sistema dei trasporti terrestri e marittimi che richiede ben altri investimenti da quelli finora fatti, un aeroporto che non decolla, un treno che non arriva e un autobus a singhiozzo testimoniano dell’efficienza raggiunta. Un porto turistico degno di questo in una rete con il resto delle aree portuali della regione, un sistema turistico integrato sono gli obiettivi da porsi per chiunque raggiunga gli scranni del consiglio regionale. Costruire la rete dei servizi e della solidarietà possono fare la differenza in positivo”.

Infine, donne e politica: un binomio non sempre ben visto. Come fare per eliminare definitivamente questo “luogo comune”, ma soprattutto a convincere le donne a lottare per le donne e con le donne?

“La parità di genere è un valore ormai non discutibile né discusso. Ricordo il Ministro delle pari opportunità del governo Berlusconi e le sue battaglie per affermare il valore della donna nella società odierna prima ancora che politica. Le battaglie da fare sono ancora tante, ma non posso trascurare la sensibilità che sul tema il centrodestra ha sempre avuto. La Politica non può essere per le donne di qualsiasi parte elemento di divisione sui grandi temi della violenza di genere, della pari opportunità tanto nel lavoro come nella vita familiare. Fare politica è esprimere se stessi, le proprie idee e convinzioni, a prescindere dall’essere donna o uomo. Anzi ritengo che ci sia gran bisogno di donne sulla scena politica di questo paese, che possano, per il governo nazionale come per quello regionale, dare una nuova spinta al rinnovamento”.

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