LA RITIRATA DI CARDIELLO ‘Non c’è l’agibilità politica’

Minacce subite in passato e assenza di unità del centrodestra alla base dell’addio del consigliere comunale che rinuncia, all’ultima ora, alla corsa a sindaco ad Eboli

di Andrea Bignardi

“Ho deciso di abbandonare la competizione elettorale perchè sono venute a mancare le condizioni di agibilità politica”. Non usa mezzi termini Damiano Cardiello, forse battagliero ancor più da non candidato che da membro della contesa amministrativa. Le sue accuse verso l’amministrazione guidata da Massimo Cariello, sindaco uscente, suonano come veri e propri macigni. “La mia scelta – ha affermato è nata infatti anche a seguito di alcune vicende che di anno in anno, continuano a perdurare anche sul nostro territorio: basti pensare alle ombre della camorra che sovrastano il comune di Eboli per la gestione dei parcheggi”. Nonostante la scelta di abbandonare il campo, dovuta anche all’assenza di unità della coalizione di centrodestra che non gli ha garantito l’appoggio sperato, continuerà ad occuparsi di politica – assicura – e a fare opposizione. “Lo faremo con le nostre associazioni – afferma – continueremo ad essere un esempio unico in città”. Con l’addio del giovane avvocato ebolitano, lo scontro politico ad eboli sarà tutto a sinistra, e vedrà contrapporsi Cariello, Donato Santimone (candidato dell’area contiana) e Alfonso Del Vecchio (del Partito Comunista).

Cardiello, dopo più di un decennio vissuto attivamente nella politica ebolitana a pochi minuti dalla scadenza del termine per la presentazione delle liste ha deciso di rinunciare alla corsa elettorale, come mai?

“Negli ultimi giorni appena precedenti la presentazione delle liste mi sono accorto sempre più che erano venute meno le condizioni di agibilità politica per una mia candidatura. Per questo motivo ho dovuto compiere una scelta sofferta ma che per certi versi era obbligata: troppe sono le ombre della gestione Cariello e troppi i fatti oscuri sui quali non è stata ancora fatta chiarezza nelle sedi opportune”.

Pone quindi una sorta di “questione morale” nella politica ebolitana?

“Vado oltre. Penso alle gravi minacce subite nel luglio del 2017 da un imprenditore locale che ha ricevuto affidamenti diretti e che ha continuato, in seguito a quell’episodio, ad aggiudicarsi ancora bandi pubblici, nonostante tutto. Il motivo dell’acerrima ostilità nei miei confronti era ovviamente dovuta alle richieste di acceso agli atti che ho presentato per dovere di trasparenza, sia da legale che da rappresentante istituzionale. Queste richieste davano fastidio, andavano a mettere le mani dove non dovevano. Quell’episodio ancora oggi resta impunito, ed il fascicolo è ancora pendente”.

Come avrebbe dovuto agire a suo parere l’amministrazione comunale uscente? Si attendeva un’azione di distacco più incisivo da questo tipo di episodi?

“Le autorità preposte avrebbero dovuto fare chiarezza su situazioni del genere ben prima delle elezioni comunali, onde salvaguardare da un lato la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, che è di fatto scomparsa ed è stata relegata ad un mero principio astratto, e dall’altro il regolare svolgimento delle elezioni amministrative”.

Altra nota dolente che per certi aspetti ha favorito il suo abbandono della competizione elettorale è stata anche l’assenza totale di unità del centrodestra. Per la prima volta ad Eboli non vi sarà nessuno dei simboli di partito di una coalizione che, seppur molto eterogenea, in tanti casi riesce a trovare compattezza, soprattutto in occasione delle tornate amministrative. Come mai ad Eboli ciò non è accaduto?

“Parto da una premessa: non ho mai avuto la smania di essere io il candidato sindaco della coalizione. Ho sempre detto di essere pronto ad un passo di lato perchè sono sempre stato fortemente guidato dall’idea che il centrodestra per essere vincente deve essere unito, ed in quanto tale ben rappresentato. Questa volontà tanto auspicata sostanzialmente non c’è stata. Fratelli d’Italia è di fatto – unico caso in Italia – alleata con il Pd (Vincenzo Marchesano, fratello del coordinatore della fiamma Vitantonio, è candidato in una lista a sostegno di Massimo Cariello, ndr), la Lega non ha un coordinatore e Fi risulta commissariata e quindi vive un momento di profonda crisi. Nonostante ciò non possiamo perdere le speranze e quindi almeno a livello regionale ci sarà un nostro impegno a favore di Stefano Caldoro”.

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