“Ascoltare è più importante che parlare” E la politica ha esasperato le tensioni

La riflessione di Daniel Afonso Gallozzi: «Situazioni differenti, ma in Italia il problema non è risolto. È necessario non sottovalutare mai certi atteggiamenti negativi». E la Vitale ricorda il Westfalenstadion

di Matteo Maiorano

Una data storica per il mondo dello sport. Il 26 agosto è passato sottotraccia nelle pagine sportive del nostro paese, ma la scelta di boicottare gara-5 da parte dei Bucks è epocale. Milwaukee è una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nella Nba e avrebbero dovuto incrociare Orlando, per l’ultimo atto play-off tra le due franchigie a stelle e strisce.Una situazione che sorprende e accende gli animi dei tifosi.

All’interno della bolla di Orlando, dove le squadre danno vita ad un inedito post season, i cestisti, avevano mostrato una certa reticenza rispetto al ritorno sul parquet di gioco, a seguito del caso George Floyd e delle polemiche (mai attenuate) per le violenze della polizia nei confronti degli afroamericani, che hanno dato vita ad una mini rivoluzione, guidata da LeBron James, stella dei Lakers.

È un segnale forte che palesa, a distanza di 57 anni dalla storica battaglia di Martin Luther King, quanto il problema sia ancora lontano da una concreta soluzione.Oggi però il mondo della palla a spicchi ha portato a casa qualcosa: mezzo miliardo di dollari dai proprietari delle franchigie per promuovere una serie di attività e iniziative a favore della comunità di colore, ogni team, nella propria città, avvierà una serie di attività a favore delle persone in difficoltà, le facilities delle squadre diventeranno sede di votazioni.

Ultima, ma non per importanza, la creazione di una fondazione che sostenga la crescita del movimento Black Lives Matter.Che la politica debba tenersi lontana dal mondo dello sport, siamo tutti d’accordo. Ma è da stupidi pensare che questo viaggi su binari differenti.D’altronde, il connubio sport e politica è stato sempre intriso d’ipocrisia.La scelta dei Bucks di boicottare gara 5 per protestare contro l’aggressione subita da Jacob Blake (paralizzato dopo aver ricevuto 7 colpi di pistola da poliziotti, intervenuti sul luogo, in occasione di una rissa) vuole riportare al centro il tema dell’education reform, una delle leve per migliorare la condizione delle persone di colore in America.

Il problema del razzismo, nel nostro Paese, è concreto ma, a differenza degli Usa, assume diverse sfaccettature, dal peso apparentemente leggero.I fischi di uno stadio, l’attacco ormai quotidiano ai migranti, il disprezzo generale nei confronti del diverso: minimo comune denominatore l’aggressività, figlia di narcisismo e ignoranza.

Daniel Gallozzi, pallanuotista italo-brasiliano in forze alla Rari Nantes, pur sottolineando le notevoli differenze tra gli Usa e l’Italia, vuole ricordare quanto certi problemi siano sottovalutati.«La decisione dei Bucks non è politica. Ritengo che determinate dichiarazioni, filtrate dalla Casa Bianca, abbiano accentuato le tensioni presenti nel Paese – sottolinea il centrovasca giallorosso – Adesso gli americani stanno valutando la permanenza di Trump al potere in vista delle elezioni. Non voglio entrare nel merito delle singole situazioni, ma ritengo che la polizia abbia tutte le condizioni per fare delle scelte: quando spari attui un’azione consapevole».

Tre anni fa, quando la Rari Nantes era iscritta al campionato di serie A2, lo stesso Daniel, in vasca, fu insultato da un avversario. «L’episodio risale a qualche anno fa: un giocatore perse la testa sotto gli occhi dell’arbitro, insultandomi per il colore della pelle. La Federazione non intervenne nell’episodio in questione e di questo fui amareggiato, mentre la squadra avversaria allontanò il tesserato, mettendolo fuori rosa». In Italia, per Gallozzi, il razzismo è un problema sempre attuale: «In questi anni sono presi di mira i migranti, in futuro chissà. Dobbiamo tenere gli occhi aperti su certi atteggiamenti che potrebbero esasperare determinate situazioni».

Il campionato di pallanuoto riparte il 3 ottobre. La Rari Nantes Salerno aprirà la stagione al Foro Italico contro la Lazio: «Dobbiamo affrontare ogni gara con grande concentrazione. La squadra pagherà l’assenza dei tifosi: sono il nostro valore aggiunto. Quando guardo la cornice di pubblico della Vitale penso alla curva del Borussia Dortmund. Il nostro è un vero e proprio muro giallorosso».

Ritorna nella grande famiglia Rari Nantes Giuliano Spatuzzo: «E’ uno degli eroi di Latina, ha firmato con il gruppo la promozione del 2018 e non posso altro che essere felice del suo ritorno». Sugli obiettivi: «Vogliamo bissare i risultati dello scorso anno. Sorprese? Punterei su Palermo, hanno allestito una grande squadra».

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