“Dalla Regione gettiamo le nuove basi per le amministrative a Salerno”

Francesco Virtuoso (Movimento 5 Stelle) al fianco di Valeria Ciarambino: “De Luca non è più in grado di recepire istanze dei cittadini, appartiene ad altra classe politica”

di Brigida Vicinanza

“Non ho mai smesso di credere che un cambiamento potesse realizzarsi solo grazie alla enorme volontà che muove migliaia di cittadini onesti, ormai stanchi delle prevaricazioni che sono costretti a subire innanzitutto da parte di chi amministra il bene comune”. Si presenta così Francesco Virtuoso, candidato del Movimento 5 stelle che si affaccia alla elezioni Regionali di settembre proprio con i pentastellati guidati da Valeria Ciarambino. Da Salerno a Palazzo Santa Lucia, con la voglia di riscatto per il “fallimento” delle amministrative 2016, Virtuoso 50 anni, papà di due figlie e piccolo imprenditore dell’Information Technology, ha già collaborato con Valeria Ciarambino durante la sua presidenza nella Commissione Trasparenza a Napoli, affiancando lo staff di commissione e acquisendo nozioni per la conoscenza dei meccanismi procedurali dell’Ente locale.

Francesco Virtuoso, dalla collaborazione con Silvia Giordano a Montecitorio, dai meetup fino a Palazzo Santa Lucia. Come mai ha scelto di candidarsi per le Regionali 2020?

“Il Woodstock 5 Stelle di Cesena, nel 2010, è stato sicuramente l’evento da cui sono partito per attivarmi con il Meetup di Salerno. Probabilmente la mia lunga esperienza associativa, iniziata a 16 anni in Croce Rossa, ha favorito questa consapevolezza; da allora tante sono state le battaglie con il Meetup di Salerno sempre all’insegna della tutela dell’interesse collettivo e della salvaguardia della dignità umana contro la prepotenza di tanti politici interessati al proprio tornaconto. La nostra terra procede ancora nel compromesso, nei vecchi sistemi del potere burocratico, delle promesse, dei grandi piani e delle modeste realizzazioni. È da tempo giunto il momento di cambiare”.

Quali sono i temi principali che affronterà con il Movimento? Quali, invece, quelli che personalmente vorrà portare “in piazza” ai cittadini?

“Il Movimento 5 Stelle in Campania ha svolto negli ultimi cinque anni un egregio lavoro di controllo nei confronti del Governo regionale, ma è riuscito anche a promuovere diverse proposte di legge risolutive di reesistenti problemi sul territorio. Con enormi sacrifici i consiglieri uscenti, a cui va il mio ringraziamento, hanno potuto far realizzare alcuni punti del programma proposto cinque anni fa. Oggi, la nostra proposta politica per il futuro della Campania tocca tutti i comparti pubblici totalmente distrutti negli ultimi dieci anni da Caldoro e De Luca: dalla salute ai trasporti, dal turismo alle infrastrutture, dal lavoro all’ambiente. Tutto ciò è realizzabile se al Governo della Regione ci saranno cittadini in grado di gestire nel migliore modo possibile, in assoluta trasparenza e con onestà i soldi provenienti dal Governo centrale e dall’Europa. Personalmente mi impegnerò a far capire la gravità dei fenomeni corruttivi e del male che viene fatto al nostro benessere quando si mandano certi “personaggi” a governare. In cabina elettorale il cittadino ha il potere di cambiare le sorti del nostro futuro: votare coloro che hanno le mani libere da compromessi e da interessi personali, garantisce tutta la collettività”.

Da Salerno a Napoli: combattere “l’impero deluchiano” non è semplice, cosa dovrà cambiare a Salerno? E cosa non è stato fatto fino ad ora?

“Sono profondamente convinto del fatto che De Luca rappresenti oggi una classe politica non in grado di recepire le istanze e le necessità dei cittadini. A Napoli non ha fatto altro che replicare il consolidato “sistema Salerno” eccessivamente incentrato sullo sviluppo di una rete di interessi troppo ristretta a cui dover chiedere in tempo di elezioni per poi dar necessariamente conto nella gestione delle risorse pubbliche. Nella nostra Provincia dovrà innanzitutto cambiare l’approccio alla politica da parte di tanti cittadini che delegano i politici a governare la Regione senza mettere in campo alcun controllo sull’operato. Basta deleghe in bianco, ma è necessario far rinascere questa terra attraverso una presa di coscienza secondo cui la partecipazione deve essere messa tra le priorità dell’agenda politica di chi andrà a governare”.

Inizialmente il nome del candidato presidente non comprendeva Valeria Ciarambino. Come mai? La sua esperienza – però – potrebbe aiutare di più?

“Prima del lockdown Valeria Ciarambino aveva pubblicamente affermato che sarebbe stata disposta a rinunciare a questa candidatura se l’attuale Ministro Sergio Costa avesse accettato questo tipo di incarico. Un gesto di grande spirito di servizio che in pochi, credo, sarebbero riusciti a portare avanti con tanta determinazione. Una volta tramontata questa ipotesi, il nome di Valeria Ciarambino non ha, di fatto, trovato particolari problemi tra coloro che le riconoscono competenza ed onestà. Nei cinque anni precedenti Valeria è stata Presidente della commissione trasparenza. Questa è stata una importante esperienza da mettere a disposizione nel ruolo di governatrice nei prossimi cinque anni”.

Coronavirus e gestione emergenza sanitaria: tanti slogan, probabilmente pochi fatti. Come è stato gestito il tutto fino ad ora? Ora la preoccupazione è in ambito scolastico, non servirà più una comunicazione quasi “violenta” -come successo fino ad ora – da parte dell’attuale governatore

“Non rientro nella schiera di persone che pensano al miracolo deluchiano in questa emergenza Covid. Piuttosto mi ritengo fortunato che nella nostra Regione il virus non si sia sviluppato in modo particolarmente violento, altrimenti la decadente sanità campana non avrebbe retto l’urto. De Luca si vanta spesso del fatto che i conti del comparto Sanità siano finalmente risaliti sopra lo zero, peccato che questo risultato, grazie al quale siamo usciti dal commissariamento, sia stato raggiunto attraverso una moltitudine di tagli ai servizi per i cittadini. Ci aspettano mesi non facili e spero che dal Ministero giungano precise istruzioni per l’apertura della scuola che possano conciliare lo studio con la sicurezza dei nostri figli”.

Possono le Regionali spianare la strada anche per le prossime amministrative per il M5S, dopo il “fallimento” del 2016?

“Quello del 2016 è stato un incidente di percorso che non dovrà e non potrà più accadere; oggi il contesto è totalmente diverso e la forza dell’attivismo salernitano ha fatto crescere anche la collaborazione con i rappresentanti del territorio nelle istituzioni. Credo che il risultato della lista alle prossime elezioni regionali rappresenterà un indicatore importante in città da cui partire per le prossime amministrative. Immagino anche un avvicinamento di forze civiche alternative al sistema politico salernitano ormai vetusto e stanco, non in grado di rilanciare questa città in maniera innovativa ed al passo con i tempi. Salerno ha bisogno di una stagione di cambiamenti che siano in grado di abbandonare certe logiche affaristiche che danneggiano salute ed ambiente per lasciar ampio spazio alle bellezze culturali, enogastronomiche, artigianali e monumentali del suo territorio”

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