Oreste Agosto: “Riprendiamoci la nostra Costituzione”

di Oreste Agosto*

Partiamo da Salerno, dalla Campania, dal nostro Meridione che da sempre soffre della mala politica clientelare che beneficia pochi e danneggia i cittadini che si vedono calpestare ogni giorno i propri diritti costituzionali alla salute, all’ambiente, al lavoro, alla dignità umana. La nuova partitocrazia che non è rappresentativa di diritti, istanze ed esigenze collettive legalitarie, ma solo di impulsi ed odio, oggi assopito da ragioni di poltrone, non ha il diritto di stravolgere la Costituzione, il nostro riferimento valoriale oltrechè giuridico. Dopo il contrasto forte alla riforma costituzionale di Matteo Renzi, ancor più fortemente dobbiamo contrastare lo stravolgimento della Costituzione ad opera di tutti i partiti italiani.

Riprendiamoci la nostra Costituzione. Stravolgimento partorito da coloro che propagandavano la rappresentatività diretta, ma che oggi negano addirittura la rappresentatività parlamentare, come previsto dalla Costituzione. Molti territori regionali e quindi cittadini italiani, infatti, vedranno venir meno la propria rappresentatività in Parlamento. Una legge costituzionale approvata da molti partiti che hanno di fatto tradito i loro elettori, con promesse di miglioramento e cambiamento del Paese non mantenute. La classe politica più incapace ed incompetente della storia Repubblicana si arroga il potere di cambiare la Costituzione. La nuova casta è ancor più pericolosa di quella precedente. Riprendiamoci la nostra sovranità con un voto referendario che salvi la Costituzione e mandi a casa la nuova casta. Ora la parola passa ai cittadini italiani che hanno il diritto-dovere di difendere la Costituzione da un attacco ingiustificato e pericoloso contro la rappresentatività parlamentare di tutti i territori del Paese. Con legge costituzionale approvata in seconda votazione a maggioranza assoluta dal Parlamento della Repubblica, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 12.10.2019, sono stati modificati gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari. In particolare, come è noto, il numero dei deputati è stato ridotto a 400 ed il numero dei senatori a 200. Trattasi di una evidente lesione del diritto dei cittadini italiani ad essere rappresentati nella Istituzione primaria dello Stato, anche in considerazione del fatto che il cd “taglio dei parlamentari” non si inserisce in una riforma organica del sistema elettorale. Molti territori regionali e quindi cittadini italiani, pertanto, si vedranno privati della propria rappresentatività in Parlamento. La centralità del popolo e quindi del Parlamento viene messa in discussione dalla citata legge costituzionale. L’iniziativa referendaria, in considerazione della pericolosità della riforma costituzionale, al di là dei colori partitici, appare necessaria per ridare centralità alla volontà popolare, la quale ha diritto di esprimersi sul denegato taglio dei parlamentari. Diritto di voto che nello stato di emergenza sanitaria, appare ancor più menomato e falsato. Alla luce della proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020, appare quantomeno inopportuno svolgere la consultazione elettorale il 20 e 21 settembre in pieno stato di emergenza. Lo svolgimento del diritto alla partecipazione democratica in fase emergenziale sanitaria determina la lesione di libertà fondamentali. In primis, il diritto alla salute di tutti i cittadini della regione, che viene compromesso dall’assembramento per lo svolgimento della competizione elettorale. In secondo luogo, si avrebbe la lesione del diritto di elettorato attivo, atteso che presumibilmente tanti cittadini non si recheranno al voto per tutelare la propria salute dal rischio sanitario. Sotto il profilo del diritto di elettorato passivo, le fasi del dibattito politico e del rapporto con gli elettori sarebbe chiaramente pregiudicato dal vigente stato di emergenza. La data del 20 e 21 settembre appare contraddittoria anche rispetto a tutti i provvedimenti ed ordinanze restrittive adottate dagli organi statali e regionali volte appunto ad evitare assembramenti e garantire il distanziamento sociale. Inoltre va evidenziato che con i decreti legge n. 26/2020 e n 18/2020, alla luce della emergenza sanitaria sono già stati prorogati i termini sia per lo svolgimento delle consultazioni elettorali del 2020 sia per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Allo stato, pertanto, perdurando, con la proroga governativa, lo stato di emergenza, le votazioni dovrebbero tutte tenersi successivamente alla data del 15 ottobre. Auspichiamo un voto contrario alla riforma costituzionale, ancor più significativo nel momento storico di grave compromissione di libertà fondamentali.

*avvocato

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