Palazzetto, la storia infinita / Prospero Scolpini: “E’ un nuovo modo di concepire lo sport cittadino”

di Matteo Maiorano

Gli scudetti del San Paolo e le promozioni al PalArgento. A cavallo degli anni ’80 Napoli visse il suo decennio d’oro: merito dei due club, quello di Ferlaino da un lato e De Piano dall’altro, capaci di raccogliere nelle strutture della città decine di migliaia di affezionati sostenitori. Il refrain domenicale era sempre lo stesso: fischio d’inizio alle quindici con Maradona e soci, per poi raccogliersi intorno all’allora PalArgento a partire dalle 18, per vedere da vicino il Napoli Basket.

Un vero e proprio modo di intendere lo sport cittadino, che a Fuorigrotta sta riprendendo vigore grazie al nuovo progetto del Napoli Basket (fondato nel 2016).

L’incipit diviene necessario, per far comprendere quanto, in una realtà diversa ma allo stesso tempo vicina come quella partenopea, si stia sviluppando un discorso interessante, mentre a Salerno guardiamo ancora inerti lo scheletro di viale Fratelli Bandiera.

Prospero Scolpini, volto noto della fotografia nel mondo della pallacanestro, conosce alla perfezione tali dinamiche: “Nella nostra Provincia contiamo decine di strutture idonee a ospitare grandi eventi di sport. Diversamente, nel capoluogo, viviamo da decenni una fase di stallo”.

Naturalmente, senza una struttura adeguata vengono meno sia gli sponsor che il pubblico: “Renzullo, con la complicità della dirigenza, sta lavorando alacremente in questa direzione, in una città dove il basket era argomento ristretto alla nicchia. Gli interessi politici sono purtroppo tesi all’ambiente calcio”. 

La struttura, secondo Scolpini, dev’essere inevitabilmente polivalente: “Non è un discorso che riguarda solo il basket. C’è un intero comparto sportivo dimenticato, che necessita di spazi funzionali alle esigenze dei club”.

Le strutture che finora hanno accolto la Virtus non rispettano i parametri per un’eventuale iscrizione in A2: “A Matierno, come a Capriglia, è assente l’impianto di riscaldamento. Non è inoltre possibile, nel primo caso, aumentare la capienza, perché parliamo di un centro densamente abitato, circondato da abitazioni”.

L’indotto economico che ne conseguirebbe, nel caso di un nuovo palazzetto, sarebbe notevole: “Il pubblico, in larga parte, proviene dalle zone periferiche della provincia. La costruzione di un nuovo impianto, magari di fianco all’Arechi, in luogo del vecchio PalaSport, cambierebbe il modo di concepire lo sport da parte del cittadino salernitano”.

(5.continua)

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