Asse Roma-Salerno: mio fratello vuol essere figlio unico

di Matteo Maiorano – Che l’Italia lo sappia…Salernitana. Prendiamo in prestito il messaggio dei sostenitori granata che, qualche anno fa, in occasione di un’amichevole di lusso all’Arechi, mandarono dal settore distinti dell’Arechi un segnale inequivocabile al Paese.

Sono giorni frenetici nell’Italia pallonara: i sostenitori granata, sparsi in giro per lo Stivale, stanno inondando di messaggi i siti strategici del potere calcistico nazionale. Tutto è iniziato qualche settimana fa, quando nel quartier generale biancoceleste di Formello, gli ultras sottolineavano come la presenza a Salerno della proprietà non fosse più gradita, invitando la stessa a restare nella Capitale.

Una situazione ormai non più tollerabile, esplosa a seguito dell’ennesimo campionato al di sotto delle aspettative, nonostante le premesse estive facessero immaginare ben altri orizzonti ai supporters di fede granata.

Salerno e la sua provincia sono state tappezzate di striscioni, che richiamano i vertici all’attenzione di un problema ormai non più procrastinabile.

Roma è stata però soltanto la prima tappa, che ha toccato il centro federale di Coverciano, la sede Rai di Bologna e via Rosellini a Milano, dove operano le Leghe di A e B.

Un inequivocabile “No alla multiproprietà” capeggiava anche al Maurelli, campo che ha ospitato il ritiro estivo di Sarnano targato Castori.

Il messaggio dei tifosi, stanchi, delusi e ormai rassegnati ad un eterno purgatorio sportivo, è quello di rivedere il regolamento relativo al nodo multiproprietà, che ormai da anni limita sogni e speranze dei tifosi salernitani.

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