La strada del successo Made in Usa Culpepper: “Con Thomas per vincere tutto”

di Matteo Maiorano e Isabella Conte

La strada del successo va costruita con spirito di sacrificio e passione. Randy Culpepper, nuovo play/guardia made in Usa approdato alla corte di Alessandro Finelli, ha dalla sua una grande esperienza internazionale, che ha permesso al giocatore di calcare i parquet più prestigiosi del vecchio continente.

Cresciuto cestisticamente a El Paso, in Texas, presso gli Utep Miners, Culpepper è entrato nel cuore della città a stelle e strisce anzitutto per la grinta e la passione che ne contraddistinguono le giocate in campo, nonché per l’eccellente carriera universitaria nella cittadina americana, chiudendo l’anno da senior con 19,3 punti di media a partita. Proprio nella sua El Paso, oggi, c’è una strada che porta il suo nome.

Al Pala Mangano Culpepper ritroverà Charles Thomas. I due furono compagni di spogliatoio a Cantù nella stagione 2017/2018, nell’esperienza targata Bolshakov prima e Sodini poi.Nell’ultimo campionato, vissuto a cavallo tra gli ucraini del Prometey e Pistoia, il cestista ha dimostrato di avere numeri di un’altra categoria: proprio quella serie A1 che vuole raggiungere al primo presto con il Diavolo della Tasmania stampato sul petto.

Perché ha scelto Scafati?

“Rappresenta un’ottima opportunità per me. Sono lusingato del fatto che la società abbia pensato a me: sul mercato c’erano molti altri bravi giocatori e sono grato a Scafati per l’interessamento”.

Qual è l’obiettivo della squadra?

“Vincere più partite possibili. Dobbiamo arrivare concentrati ai play-off e, naturalmente, provare a centrare il traguardo promozione”.

A Scafati ritrova Thomas, dopo l’esperienza a Cantù.

“Vogliamo fare grandi cose. Onestamente, Charles è uno dei principali motivi per cui ho firmato: ormai lo conosco da quasi 10 anni e questo ha reso molto più facile la mia decisione di venire a Scafati. Credo fermamente che possiamo realizzare grandi cose insieme”.

A Cantù era diventato il beniamino dei tifosi. Quest’anno a Scafati c’è il rischio concreto di giocare a porte chiuse gran parte della stagione: quanto conta, per le motivazioni di un atleta, il pubblico?

“È importante che ci siano i tifosi. Allo stesso tempo, però, siamo tutti professionisti quindi con o senza pubblico abbiamo comunque un obiettivo da raggiungere. In più, mio figlio e la mia famiglia sono ciò che mi spingono ad andare fuori e dare il 110%”.

Credi che la pallacanestro post-lockdown sarà diversa da come l’ha lasciata?

“Sarà diverso per l’assenza dei tifosi ma, come detto, dobbiamo uscire e fare il nostro lavoro”.

A El Paso c’è la Randy Culpepper street. In caso di promozione chiederà al presidente Longobardi di intitolare una strada di Scafati a suo nome?

“No, non lo farò. Non fui io a chiedere la strada ad El Paso, è stata guadagnata per ciò che ho raggiunto nella mia carriera universitaria per la città di El Paso, alla quale sarò sempre grato”.

Focus Campionato: Scafati e Napoli protagoniste del mercato nel girone B. Vede altre squadre favorite?

“Non ho la minima idea. Questo è il mio primo anno in serie A2, non conosco bene le organizzazioni o le squadre. Al momento sono focalizzato solo su Scafati”.

Campionato al via il 15 novembre: crede che il basket sarà pronto? Perché aspettare ancora così tanto?

“E’ già pronto adesso, secondo me. La Serie A ha già iniziato con le partite per la coppa, quindi se stanno già giocando non vedo problemi”.

Una sua considerazione su quanto accaduto in Nba nelle ultime settimane?

“Ciò che hanno fatto i Bucks è stato grandioso. Noi vogliamo solamente che il mondo sappia che Black Lives Matter. Fino a quando non ci sarà uguaglianza, noi non ci fermeremo”.

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