Nicola Iannuzzi:“La scuola l’obiettivo principale”

Il candidato al Consiglio regionale con la lista “Democratici e Progressisti” a supporto di Vincenzo De Luca pone al centro del suo programma politico la scuola al tempo del Covid 19

La campagna elettorale per le prossime elezioni regionali ci impone di rendere evidenti, con nuova forza e determinazione, alcuni problemi strutturali della scuola campana che si protraggono già da molto tempo senza trovare soluzione. Da un lato si pone l’esigenza di dotare la scuola di adeguate strutture informatiche, sia per una normale attività didattica nelle aule e “in presenza”, sia per l’attuazione di una didattica a distanza, quando ritenuta necessaria dai virologi in tempo di coronavirus, dall’altro si pone, con rinnovata urgenza, il problema della sicurezza di un’edilizia scolastica,a volte vecchia e superata. Si tratta di diverse strutture fatiscenti e insufficienti che alunni, docenti, personale scolastico non devono e non possono più frequentare. I limiti e le possibilità di un’eventuale didattica a distanza, o in presenza, in particolare mediante un uso non appropriato delle tecnologie informatiche, evidenziate da sempre dagli esperti, trovano nuovi ostacoli nelle carenze prima considerate. Lo schermo al posto del docente, in tempi normali, va inteso come integrativo e non sostitutivo del rapporto diretto, faccia-a-faccia. Fra i tanti vantaggi offerti dalla digitalizzazione della scuola, occorre considerare anche alcuni svantaggi presenti nell’uso indiscriminato di questi strumenti. L’alunno, nel rapporto con lo schermo, non riceve una serie d’input emotivi e motivazionali veicolati dai linguaggi accessori, del corpo, presenti solo nel rapporto diretto col docente. La loro assenza priva l’attività didattica di elementi educativi essenziali e la rende arida e frustrante. Si rischia di avere una caduta notevole, verticale del rendimento scolastico di tutti gli alunni, ma, in maniera più accentuata, dei tanti alunni in difficoltà ancora presenti a scuola. Il problema della dispersione scolastica, già molto acuto, finirebbe per diventare davvero drammatico. Occorre, inoltre, considerare l’assetto delle aule scolastiche, in tempo di covid-19, non attuabile in tempi normali, per ragioni che devono apparire ovvie a tutti. La necessità del distanziamento interpersonale, la conseguente mancanza di rapporti collaborativi ravvicinati tra gli alunni e con i docenti può inibire molte possibilità di apprendimento, di sviluppo e di formazione, in particolare per i bambini della scuola dell’infanzia. Questa consapevolezza essenziale, ancora non sufficientemente diffusa tra i genitori e gli esperti, si pone come motivo conduttore, elemento importante nella costruzione, anche materiale, delle più moderne strutture edilizie e digitali destinate alla scuola. La necessità di impedire il contagio da coronavirus, la costruzione di nuove aule, la dotazione di suppellettili adeguate allo scopo devono avvenire all’interno di una considerazione complessiva del problema che tenga conto di esigenze e di natura educativa e didattica, e di natura igienica e sanitaria. Esigenze apparentemente inconciliabili possono e devono trovare un punto d’incontro utile e proficuo anche attraverso la costruzione di strutture e strumenti versatili, di una certa qualità e di un certo tipo. La creazione di nuove aule scolastiche e di più moderne tecnologie digitali ha bisogno di vedere impegnati esperti dei vari settori interessati, da quello informatico, a quello educativo e didattico, a quello edilizio, a quello sanitario, mediante un approccio multidisciplinare al problema, capace di dare unità e organicità all’intero discorso formativo, e intenderlo come occasione importante e forse unica per il rinnovamento e, per certi versi, per una rifondazione complessiva della scuola della nostra regione e del nostro paese. Non bisogna mai smarrire una visione d’insieme del problema educativo e didattico, altrimenti si rischia di brancolare nel buio, come accade oggi a tanti esperti “settoriali” e, a volte, improvvisati. Allo stato attuale occorre che la scuola riparta “in sicurezza”, e garantisca, nel frattempo, condizioni ottimali di apprendimento, di formazione e di sviluppo, “in presenza”, a tutti gli alunni. Questo è un nostro obiettivo prioritario, verso cui dirigiamo tutto il nostro impegno e la nostra competenza, da intendere anche come elemento importante di una specie di “contratto politico” da stipulare virtualmente con gli elettori che ci vorranno sostenere e con l’intera comunità scolastica e sociale nel suo complesso.

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