CAMPAGNA ELETTORALE

di Walter Di Munzio*

E riparte l’eterna campagna elettorale. Mai come stavolta è insopportabile l’idea di andare a votare, di leggere programmi sempre più inutili e pieni di velleitarie falsità. Ma veramente l’elettore medio può ancora essere considerato un ebete analfabeta e senza memoria a cui si può somministrare qualunque cosa? Ma oggi il clima è diverso. Non si tollerano più i comizi urlati e le offese dispensate senza risparmio né pudore. Fino a pochi anni fa si poteva ancora assistere, come nei vecchi film del dopoguerra, al più classico dei “vota Antonio”. Ma per fortuna l’epidemia ha obbligato tutti i candidati a rinunciare ai “bagni di folla” tanto perseguiti un tempo e ci si orienta verso più sobrie propagande via social o internet, senza più contatti diretti, senza interferenze, senza partecipazione. Un giorno forse questo sarà il modello prevalente … se ancora si voterà o se esisterà una forma della politica così come la conosciamo oggi. E, con uno sforzo di memoria, potremmo realizzare che quella di oggi è già profondamente diversa da quella abbiamo conosciuto solo qualche anno fa. Senza più partiti di massa, senza ideologia, senza grandi manifestazioni, senza identità e senza passione. Senza più credere negli “unti dal Signore”, portatori di verità assolute, anche se qualche megalomane nostalgico finge ancora di credere che ciò sia possibile. Vincerà, credo, la concretezza, la forza dei fatti e delle azioni realmente perseguite. Oggi vince la politica del fare a discapito del chiacchiericcio inconcludente e senza fondamento. Se negli USA dovesse perdere Trump contro uno scialbo Biden e allora da noi potrebbe anche vincere un mediocre PD contro una agguerrita destra, che però più parla e va avanti più perde consensi. L’elettorato in fondo è meno sprovveduto di quanto pensano giornalisti, osservatori e politici stessi. Basta ascoltare attentamente i dibattiti televisivi per rendersi conto che pochi hanno veramente capito la lezione del fenomeno M5S e le cause della sua travolgente affermazione alle ultime elezioni, pochi credono veramente che Di Maio e Di Battista possano veramente rappresentare il volto nuovo della modernità o possano gestire adeguatamente una potenza capitalistica quale la nostra è ancora, nonostante tutto. E l’Europa aspetta, e il mondo guarda e spera che qualcuno faccia qualcosa per riparare i danni causati dai problemi veri che dovremmo affrontare. Anche se Greta tace e la sua armata di giovani non manifesta più. Le uniche proteste forti a cui assistiamo ancora sono le manifestazioni antirazziste americane causate dalla intolleranza della polizia di quel paese che picchia e uccide i suoi concittadini di colore con le motivazioni più banali e solo per soddisfare un’insaziabile fame di violenza e di intolleranza verso tutto ciò che è diverso dal dominante uomo bianco, spesso armato e quasi sempre conservatore, che costituisce il profilo del cittadino ideale di un continente fondato sulla persecuzione dei nativi indiani al nord, esattamente come ha perseguitato e massacrato il popolo degli indios al sud. Una terra che ha continuato a svilupparsi perseguendo una guerra permanente verso tutti quei quegli uomini e donne che, ad ondate successive, si sono stabiliti in quel paese, cresciuto proprio grazie a quella enorme immigrazione europea, messicana, medio orientale e di tutti i popoli in cerca di fortuna e di una terra promessa in grado di offrire loro opportunità e possibilità di vivere con dignità e lavoro, ma che nella pratica li continua a respingere con violenza. E noi ora imitiamo le loro peggiori pratiche comportandoci allo stesso modo con i nostri immigrati. Anch’essi potenziale ricchezza e risorsa bistrattata e violentata. Parliamo infine della notizia del momento. Il ricovero di Silvio Berlusconi al S. Raffaele per COVID e le dichiarazioni del suo medico personale. Si, proprio quel grande Zangrillo a cui accennavano, che fino a ieri teorizzava che la pandemia era un’invenzione della sinistra e da tempo non esisteva più. Forse anche grazie ai suoi sapienti consigli si sono drammaticamente infettati sia Briatore che lo stesso Berlusconi e, forse, le migliaia di turisti festanti di ritorno dalla Sardegna e da vacanze all’estero e che ora contageranno allegramente genitori e soggetti fragili. Attiveranno inoltre tanti focolai di infezione contribuendo a far innalzare la curva dei contagi in tutto il paese. A poco valgono i richiami alla responsabilità individuale e dovremo forse ancora assistere a nuove manifestazioni di piazza e proclami, come a reiterate proteste gestite proprio da quelli che, fino a ieri, parlavano di libertà negate dai poteri forti oggi al governo, con norme pensate contro i diritti costituzionali dei cittadini, vissute come vessatorie; per gestire una epidemia inesistente allo scopo unico di conservare consenso e poltrone. In questi giorni abbiamo assistito a numerose dichiarazioni televisive da parte della leader della destra più radicale che, inseguendo la Lega, ha spudoratamente dichiarato l’esatto contrario di quanto andava dicendo solo poco tempo prima, contando sempre sulla memoria corta degli elettori, e invitando ora il governo in carica ad azioni più decise per arginare il contagio. Peccato poi che pagano sempre i soggetti più fragili. Chi si infetta per primo è infatti quell’ultraottantenne Berlusconi che finisce in ospedale con un preoccupante COVID, curato proprio dal suo medico personale, quel leader del nutrito gruppo di clinici e ricercatori che hanno dichiarato ai quattro venti che la narrazione del contagio è tutta fuffa senza fondamento scientifico. Il virus è presente e non ha alcuna intenzione di scomparire senza un vaccino, dovremo imparare a gestirlo sempre meglio e fino alla introduzione di un vaccino di provata sicurezza ed efficacia che è comunque al di là da venire. Approfittiamone per diffondere meglio e rendere automatici comportamenti virtuosi, che dovremmo avere tutti appreso. Con buona pace di chi ancora non ci crede.

*Psichiatra e Pubblicista

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