La triste storia di Willy Monteiro, eroe del nostro tempo

di Rossella Graziuso

Ciò che è accaduto la scorsa settimana a Willy Monteiro è sicuramente lo specchio di una società malata, votata all’apparenza, al razzismo, una società dove per emergere bisogna riempire di botte chi invece si schiera dalla parte di un compagno di scuola per difenderlo dalla furia di chi, con calci e pugni, cerca di predominare e di sentirsi invincibile. Sembra la trama di un thriller. Ma qui non siamo al cinema. Questa è la realtà. Quella più triste e macabra che nessuno vorrebbe conoscere, ma che inevitabilmente scava in un ognuno lasciando solchi profondi, dubbi, incertezze e quesiti irrisolti. Colleferro è un oggi paese in ginocchio, dove regna la disperazione più totale insieme allo sgomento ed alla voglia di giustizia. Aveva 21 anni Willy ed un sorriso che faceva invidia al mondo e che forse abbagliava anche i più “forti”. Sembra impossibile, eppure c’è chi addirittura difende coloro che hanno commesso questo terribile omicidio. Willy è morto in 20 minuti, massacrato di botte. 20 minuti in cui nessuno si è fermato. 20 minuti in cui la rabbia repressa di quattro sciacalli ha portato alla morte di un giovane ragazzo con la passione per il calcio. Si parla di omicidio volontario. Ma indipendentemente dalla natura del gesto, resta il fatto che Willy, nonostante i soccorsi, non ha retto a quella “scarica” di botte insensate. Willy non c’è più. Il suo corpo senza vita giace su un letto della rianimazione nel Pronto soccorso dell’Ospedale di Colleferro in attesa dell’esame autoptico. Vengono avvertiti i genitori, una coppia dell’isola di Capoverde che vive da anni a Paliano e lavora presso un’azienda agricola del luogo. La notizia in poche ore, giunge ai media. È questo l’epilogo di una triste domenica di Settembre, mentre nel frattempo gli aggressori vengono trasferiti nel carcere di Rebibbia a Roma. Willy era un bravo ragazzo, con una lunga vita davanti a sé, ma che si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Willy è il figlio di tutti, ma soprattutto è figlio di un tempo assassino. La solidarietà del web o le parole di politici e uomini di potere non gli restituiranno la vita. Willy è un eroe che non è riuscito a sopravvivere ad una rissa tra ragazzacci ed è stato ammazzato per difendere un amico. Ecco perché sono tante le domanda ancora senza risposta: ma questo mondo in che direzione sta andando? E soprattutto che eredità lasceremo ai nostri figli? Resta il fatto che all’ombra del sorriso di Willy siamo tutti colpevoli.

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