Luigi Petrone: “Mi sono ridotto allo stato laicale, ecco perché sono eleggibile”

L’unica certezza fin ora a Cava de’ Tirreni è quella cha la discesa sul campo politico dell’ex “Fra’ Gigino” al secolo Luigi Petrone, ha fatto scomparire tutte le certezze di rielezione del sindaco uscente Vincenzo Servalli che prima di agosto era dato per vincente al primo turno a discapito di Marcello Murolo, espressione del centrodestra. Negli ultimi tempi però numerose sono le voci che danno Luigi Petrone per non eleggibile, bensì solo candidabile, a causa dei rapporti con la Chiesa Cattolica e l’Ordine dei Frati Minori. Per fugare ogni dubbio abbiamo chiesto direttamente a Luigi Petrone di fare chiarezza.

Lei è ineleggibile come molti – tra cui anche parroci ed esponenti della chiesa metelliana – sostengono?

“Assolutamente no. Io sono sia candidabile che eleggibile. I miei rapporti con la Chiesa e con i Frati sono chiusi. Ognuno per la sua strada. Una vita nuova”.

Quindi un ex sacerdote può essere sindaco di una città…

“Certo.Andrea Bellavite ex sacerdote, dal 2016 a tutt’oggi, è Sindaco del Comune di Aiello del Friuli in provincia di Udine”.

Ma lei è ancora frate e sacerdote?

“Non lo sono più. Ufficialmente, nel mese di giugno del corrente anno, mi sono dimesso “IPSO FACTO” da frate e da chierico ed ho automaticamente rinunciato a tutti i diritti propri dello stato clericale e mi sono sottratto ai relativi obblighi. Ho rinunciato alla “dignità” e non svolgo più i compiti ecclesiastici né esercito, sempre dal mese di giugno, il sacro ministero. Per l’occasione voglio chiarire che ora sono un libero cittadino che, per sua volontà e libera scelta, si è “ridotto allo stato laicale” e che non riconosce più le autorità ecclesiastiche. Pertanto non sono più gerarchicamente sottomesso a qualsivoglia organismo della Chiesa cattolica. Una volta eletto alla carica di sindaco, riassumerò in me il potere esecutivo e rappresentativo massimo della collettività locale. Tale potere mi deriverà solo ed esclusivamente dall’investitura diretta delle funzioni da parte del corpo elettorale, poiché sarò «eletto dai cittadini a suffragio universale e diretto. Inoltre, assicuro la cittadinanza che sarò il “Garante” della salvaguardia del “principio di laicità dello Stato”, e combatterò con tutte le mie forze per evitare indebite pressioni da parte della Chiesa, dei “poteri forti”, delle “organizzazioni clientelari e malavitose” sul corpo elettorale e sulla città”.

“E’ importante evidenziare – continua Petrone – che per le vigenti leggi, l’ineleggibilità a sindaco di un sacerdote, è applicabile solo nel caso in cui occorrerà evitare che il capo dell’amministrazione comunale, che è anche per talune funzioni ufficiale di governo, possa essere soggetto agli ordini o alle pressioni di autorità estranee all’ordinamento dello Stato (esempio gerarchia di un Ordine ecclesiastico, Curia, Vescovo ecc. ecc.).

Pertanto un sacerdote libero da qualsiasi subalternità alla gerarchia della Chiesa, può ricoprire l’incarico di sindaco. Infatti, la giusta riprova è che, Andrea Bellavite ex sacerdote, dalla sua elezione avvenuta il 6/6/2016, a tutt’oggi in Friuli ricopre regolarmente la carica di sindaco guidando il suo Comune”.

Luigi Petrone è da sottolineare che a suo tempo, era considerato dalle gerarchie ecclesiastiche “personaggio scomodo”, non controllabile da parte dei suoi superiori. Per tale motivo tre anni fa fu destituito da qualsiasi incarico e gli fu vietato di dire messa in pubblico, di esercitare i sacramenti e di avere contatti con i fedeli. Concludendo, sul piano pratico, è chiaro che non è applicabile a Luigi Petrone l’operatività della disciplina sulle ineleggibilità perché si è effettivamente sottratto di fatto, già da tempo, dal potere ecclesiastico e non svolge più da quasi tre anni un’attività ministeriale.

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