Come proteggere la vista quando siamo in smartworking e dad

di Daniela Pastore

Tra il ricorso massiccio al lavoro agile e la pratica della dad, didattica a distanza per i nostri studenti, entrambe nuove pratiche per far fronte all’emergenza coronavirus è davvero difficile sfuggire al pericolo dell’affaticamento della vista. Cosa si può fare per prevenire questi disturbi da tecnostress, derivante dall’uso eccessivo e scorretto degli apparecchi tecnologici? Ecco cosa ci consigliano gli esperti.

Tenere lo schermo del PC sempre pulito e sufficientemente illuminato senza esporlo direttamente alla luce del sole: l’illuminazione dell’ambiente deve essere tale da poter vedere senza difficoltà gli oggetti circostanti (tastiera, mouse, fogli). Non devono esserci finestre dietro al monitor. Lo sguardo di chi lavora davanti al PC deve essere parallelo alle finestre.

La luce ambientale deve essere sempre omogenea alla luce del monitor. Regolare la luminosità dello schermo in modo moderato non troppo abbagliante. Mai lavorare al buio, la sola luce del dispositivo tecnologico può determinare un affaticamento oculare.

Il monitor deve essere posizionato ad una distanza di circa 50-70 cm (dipende dalla grandezza del monitor). E dovrebbe essere posto in posizione inferiore rispetto allo sguardo, vale a dire, che gli occhi dovrebbero seguire una linea leggermente inclinata verso il basso. Se lo schermo è posizionato troppo in alto o troppo in basso possono infatti verificarsi affaticamenti al collo e alle spalle a causa dell’inclinazione del viso.

Sbattere spesso le palpebre, è molto importante per chi passa gran parte della giornata davanti al PC perché previene la secchezza e irritazione oculare. La costante idratazione dell’occhio è molto importante quando si fissa così a lungo lo schermo.

Fare una pausa ogni 20 minuti. Passeggiate, parlate con un collega o con un familiare, l’importante è smettere di fissare il monitor. Si consiglia d’interrompere la visione dello schermo guardando un punto lontano nell’orizzonte per rilassare gli occhi.

Ruotate gli occhi di tanto in tanto e fate esercizi di stretching per sciogliere la muscolatura del viso e del corpo. Anche sbadigliare può aiutare a rilassare la muscolatura del viso.

Staccare gli occhi dal monitor non vuol dire approfittarne per controllare il telefono. Anche in questo caso la distanza è importante: non tenete il telefonino a distanza troppo ravvicinata, almeno 30 cm dal viso (ingrandite i caratteri o allargate le pagine per leggerle meglio).

Se una pagina si sta caricando, osservarla più attentamente non aumenterà la velocità di caricamento. Distogliete lo sguardo. Ogni tanto puntate gli occhi su un oggetto esterno posate i palpi delle vostre mani sugli occhi, per riposarli almeno per cinque minuti.

La postura è fondamentale: la schiena deve essere ben appoggiata allo schienale della sedia. Tra la tastiera e il bordo della scrivania occorre avere la giusta distanza è di 15-20 cm utile per appoggiare gli avambracci. L’uso di poggiapolsi potrebbe rivelarsi utile. I piedi devono poggiare a terra o su un apposito supporto, ma mai penzolare.

Utilizzare occhiali o lenti a contatto appositi e prescritti dal medico oculista per non affaticare troppo gli occhi. Nuove e sane abitudini che ci aiuteranno a proteggere i nostri occhi e a far fronte alle nuove modalità di studio e lavoro, speriamo solo temporanee.

Rispondi