Gaetana Falcone, una “porta” sempre aperta al Comune: “Adesso porto in Regione la cura e l’attenzione per il prossimo”

di Brigida Vicinanza

La porta del “suo” assessorato sempre aperta a Palazzo di Città. In (quasi) cinque anni, Gaetana Falcone ha lasciato ogni giorno quello spazio aperto a chiunque avesse necessità e bisogno di parlarle, anche solo per cinque minuti. Assessore sì, ma donna sensibile e attenta a tutti, di più. Adesso prova a lasciare quella “porta” aperta a Palazzo Santa Lucia, scendendo in campo in prima persona alle Regionali, sotto il braccio di De Luca, ma “legata” alla corrente demitiana dell’esperto Ciriaco. Scuola, sociale e tanta cura dell’altro. L’attuale assessore alle Pari Opportunità del Comune di Salerno, porta tutto questo in Campania, con idee e progetti dalle sfumature più marcate.

Dal Comune di Salerno alla Regione Campania, Gaetana Falcone assessore a Palazzo di Città scende in campo per le elezioni regionali: quali sono le motivazioni di questa scelta?

«Ho deciso di candidarmi alle Regionali per il mio forte impegno nel campo dei diritti, della scuola, della società civile. Dopo anni di lavoro politico ho la consapevolezza di avere alle spalle un’esperienza forte capace di darmi una visione completa e profonda delle realtà sociali del territorio campano. Mettere in campo gli strumenti acquisiti nella mia lunga storia di amministratore comunale, insegnante, sindacalista e volontaria in iniziative umanitarie, mi permetterebbe di restituire alla comunità campana gli interi frutti di queste esperienze al fine di migliorare il benessere delle famiglie ma anche della condizione delle donne e della scuola».

Pari opportunità e sociale, ma tanto altro: quali sono i punti principali del suo programma in questa campagna elettorale?

«Immagino una scuola diversa. L’istruzione è per questo uno dei miei punti focali. Una scuola che dia maggiori occasioni di formazione, assistenza ai ragazzi e alle loro famiglie. Una scuola capace di accogliere gli studenti in forme maggiormente organizzate. C’è poi la difesa dei diritti, il sostegno alle donne vittime di violenza per cui abbiamo avviato importanti progetti con associazioni salernitane del Terzo Settore anche e soprattutto durante il lockdown con linee telefoniche attive per raccogliere segnalazioni di violenza domestica e aiuto da parte di chi, costretta in casa, si è sentita sola e abbandonata. Come Assessorato alle Pari Opportunità, insieme all’associazione Violenze Sommerse, abbiamo aiutato e accolto in strutture protette molte donne vittime di violenza».

Scenderà in campo al fianco di De Luca. In che modo potrà rappresentare il “di più” a Palazzo Santa Lucia?

«Immedesimandomi nelle speranze e nelle aspettative di chi si rivolge a me. Nei miei incontri quotidiani con i cittadini incrocio storie, necessità e speranze che riflettono la precarietà, la voglia di emergere, il desiderio di stabilizzazione lavorativa. Richieste che incontrano la mia caparbietà nonché l’atteggiamento combattivo che mi contraddistingue da sempre».

C’è bisogno di tanta “cultura dell’altro e del prossimo”, le sarà possibile lavorare in questo senso? Quali sono le fasi che sta vivendo la Campania e più in piccolo Salerno, in quanto lei conosce perfettamente questa realtà?

«Il volontariato è il mio mondo e trasmetterò questo valore sul tavolo del Consiglio regionale. L’esperienza di volontaria in Africa con l’associazione da me promossa, la Pueri Gaudium Onlus, mi ha dato la possibilità di contribuire alla realizzazione di una scuola in Congo, del villaggio di Kimpanga, questo grazie anche alla solidarietà di tantissimi salernitani che hanno dimostrato la loro sensibilità nelle iniziative sociali che abbiamo lanciato. Quindi per rispondere alla sua domanda posso dirle che nonostante il momento difficile e delicato causato anche dal Covid, i salernitani non dimenticano di essere cittadini solidali. Salerno è una piccola realtà che sta vivendo difficoltà soprattutto nel settore del commercio, ma questo anche prima della pandemia. Questo è sicuramente un aspetto che richiederebbe interventi specifici».

Lei è vicina ai demitiani: cosa accomuna De Mita a De Luca in questo particolare momento politico?

«Entrambi sono uomini di esperienza politico-amministrativa. Possono anche venire da esperienze diverse per motivi generazionali ma sono uomini del Sud, conoscono il Sud, i valori dei e del localismo, la forza delle comunità, dell’appartenenza politica. Uomini prima che politici che fanno della politica la ragione delle proprie azioni, che applicano le loro visioni nelle realtà che amministrano, che hanno un antico ed inimitabile carisma che oggi nessuno ha più. Per queste ed altre ragioni si comprendono in una collaborazione e in una intesa forti».

Covid in Campania, come è stata gestita secondo lei l’emergenza e come dovrà essere gestita ora con l’apertura delle scuole?

«Sono intanto pienamente d’accordo con il posticipo della riapertura delle scuole da parte del Presidente De Luca. La scuola non era ancora pronta ad aprire in piena sicurezza. Per il resto la Regione ha affrontato in maniera ottima questa emergenza divenendo esempio per tutta la nazione. Speriamo però adesso in una effettiva cura e quindi in un vaccino che possa realmente azzerare i casi. Forse è ancora presto per parlare di un “post Covid”. Guardando al presente credo che tanto abbia fatto e stia facendo la Regione Campania per arginare il numero di positivi e preservarci da una vera ondata di casi. Per il momento è necessario non abbassare la guardia e rispettare le regole imposte dallo Stato e dalla Regione Campania. Per il prossimo futuro bisognerà attendere ed adeguarci alle misure di prevenzione che verranno adottate».

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