Primo giorno di scuola per gli alunni delle elementari e delle medie di Cetara.

di Cinzia Forcellino

Oltre 180 giorni dopo i cancelli della scuola di Cetara si sono riaperti per i ragazzi dell’istituto comprensivo.

Lo slittamento al 28 settembre prossimo, infatti, non ha interessato gli alunni del borgo costiero in quanto non c’era bisogno di usufruire dello scuolabus per arrivare al plesso scolastico.

Tuttavia, l’entrata è stata scaglionata: oggi in aula la prima e la seconda elementare e la terza media, domani sarà la volta di terza e quarta elementare e seconda media. Lunedì, infine, quinta elementare e prima media. Da martedì 29 settembre, invece, tutti riprenderanno le lezioni normalmente.

Il primo test, dunque, è stato proprio con i più piccoli. Mascherine tutto il tempo, niente abbracci o contatti con gli amichetti e banchi sparpagliati in modo da mantenere le distanza quanto più possibile. A proposito dei banchi: visto che quelli monoposto ancora non sono arrivati, si è deciso di agire diversamente, continuando ad utilizzare quelli degli anni scorsi ma per un alunno soltanto.

«È stato tutto un po’ strano» dice Nicole che lo scorso anno era in prima elementare e non ha mai completato un intero anno scolastico. «È stato ‘brutto’ avere la mascherina tutto il tempo, faceva tanto caldo e non la potevamo togliere. Solo a ricreazione l’abbiamo abbassata ma non potevamo muoverci. Le maestre ci hanno dato un pacchetto di mascherine chirurgiche da mettere in borsa e portarle sempre con noi, così se ci cade la nostra, la possiamo cambiare». Nello zaino anche gel igienizzante e porta-mascherina plastificato. Penne, colori, matite e quaderni etichettati singolarmente per non confondersi. Nessuno in aula può toccare oggetti che non sono suoi e essere ligi alle regole, più del solito.

Nicole, che ha solo 7 anni, parla di mascherine chirurgiche, di gel e di sanificazione con una normalità insolita e che porta a riflettere sulla situazione ancora in atto, acuita soprattutto dalle ulteriori disposizioni arrivate dalla Regione Campania. Il suo racconto, comunque, manifesta la gioia di tornare tra i banchi, anche se non tutti vicini. Ma si sa che i bambini riescono a trovare sempre il lato positivo delle cose, così spiega nella sua innocenza che in questo modo «nessuno può copiare», ma d’altro canto «nessuno può parlare o giocare».

Allo straniamento di Nicole fa da contraltare la felicità delle mamme che hanno finalmente riportato i figli a scuola. Sorrisi liberatori sì, ma anche tanta preoccupazione sulle facce dei genitori che hanno atteso i loro piccoli fuori dall’istituto bardati dalle mascherine.

Tra di loro si chiacchierava della tanta preoccupazione che li aveva affitti durante la giornata, della possibilità di essere chiamati per qualsiasi motivo, della paura che comporta l’essere genitore, ma alla fine tutti si sono trovati d’accordo nel sostenere che l’unica cosa importante era di ridare ai figli una parvenza di normalità che in questo periodo è mancata.

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