Ventura torna sul vecchio progetto Tutto cambi affinché nulla cambi

di Matteo Maiorano“L’obiettivo non era portare la Salernitana in A. L’obiettivo era ricostruire dopo un’annata difficile”. Prendiamo in prestito le affermazioni dell’ex cittì Gian Piero Ventura, intervenuto nelle vesti di ospite negli studi di Ottochannel per parlare di Benevento ma non solo.Il tecnico, che fino a qualche mese fa guidava la Salernitana, è tornato inevitabilmente sull’esperienza in panchina all’ombra dell’Arechi.

Ventura, caso unico della gestione Lotito-Mezzaroma dal ritorno in B, è riuscito a valorizzare diversi elementi della rosa granata, come affermato dallo stesso allenatore: “Se Kiyine e Akpa sono alla Lazio, se Maistro è arrivato in Under 21, se Gondo, che veniva dalla C, ora è titolare in B, se Dziczek tra due anni al massimo giocherà in A, vuol dire che qualcosa di buono è stato fatto”. Peccato però, ci sentiamo di controbattere, che il vero progetto sportivo avrebbe dovuto essere incentrato sulla Salernitana. Perché se Kiyine e Akpa vanno a Roma, alla Salernitana non resta granché. Fabio Maistro è sbarcato invece, al pari di Paweł Jaroszyński, al Pescara, andando a rimpinguare un organico che esce dal trauma del play-out (poi vinto) contro il Perugia.

Restano infine Gondo e Dziczek. Il primo, assistito dallo scaltro Mino Raiola, è di proprietà della Lazio e dopo l’ottima parentesi all’Arechi speriamo possa confermare quanto di buono mostrato la scorsa stagione. L’under 21 polacco, invece? Anch’egli è un calciatore girato in prestito alla Salernitana dai biancocelesti.

“Non c’era la struttura per andare in massima serie ma non era l’obiettivo, sicuramente abbiamo buttato i playoff. L’obiettivo era quello di ricostruire una mentalità, un modo di allenarsi” ha inoltre affermato Ventura. L’obiettivo della società, come recitava il famoso comunicato di aprile, apriva però a ben altri orizzonti: possibile che tra dirigenza e allenatore ci sia stata una così palese mancanza di comunicazione? La mentalità ricostruita da Ventura infine, è stata dilapidata in pochi mesi, per via dei tanti movimenti in uscita e dei pochi in entrata (oltre all’addio proprio dello stesso tecnico, che ha difatti interrotto un percorso che sembrava comunque positivo).

C’è poi da risolvere la grana Cerci, arrivato come top player ma mai realmente al centro del progetto a causa di un lungo infortunio, il quale chiede il rispetto del biennale firmato nell’agosto 2019.

Sulle affermazioni dell’allenatore, prendiamo per buone soltanto due cose: l’augurio di pronta guarigione al regista Dziczek e l’in bocca al lupo alla città di Salerno e la sua tifoseria. Ne avremo davvero tanto bisogno.

Rispondi