De Luca sfonda quota 70%, Picarone mister preferenze

Il voto disgiunto penalizza fortemente Stefano Caldoro: due seggi per il centrodestra

Nino Savastano batte Nello Fiore in Campania Libera. Exploit per Andrea Volpe nel Psi

di Andrea Bignardi

Una vittoria netta, al di là di ogni aspettativa più rosea. Per il governatore Vincenzo De Luca si tratta di una delle affermazioni più rilevanti della sua storia politica: la sua rielezione, con il 69,48% dei consensi su base regionale, suona come un vero e proprio plebiscito. Come accadde nella sua Salerno nel 1997 e nel 2011, le opposizioni sono relegate, di fatto, ad un peso politico molto marginale: Stefano Caldoro ha dovuto infatti accontentarsi, nonostante l’impegno profuso in campagna elettorale per una remuntada che sembrava giorno dopo giorno sempre più complessa, del 18,06%, lasciandosi alle spalle Valeria Ciarambino, con il 9,97%. Non ce n’è stato per nessuno, nemmeno per le altre liste che avevano provato a ritagliarsi un proprio spazio in consiglio regionale. L’estrema sinistra di Potere al Popolo, con Giuliano Granato, ha conseguito appena l’1,20%, ed una cocente delusione c’è stata anche per la lista Terra, che sosteneva la candidatura di Luca Saltalamacchia alla presidenza della Regione, con l’1,07%. Nulla da fare nemmeno per Sergio Angrisano del Terzo Polo e per Giuseppe Cirillo, il dottor Seduction: per entrambi rispettivamente lo 0,14% e lo 0,10% dei consensi.

VALANGA SALERNO

Ancor più netta è stata l’affermazione della coalizione deluchiana nella provincia di Salerno, dove sono state superate largamente le già lusinghiere performance del 2015. De Luca ha infatti conseguito ben 387949 consensi, pari ad una percentuale del 73,17%, quadruplicando quasi quelli ottenuti dal suo principale avversario Stefano Caldoro (99211, 18,71%), e moltiplicando per oltre dieci i voti conseguiti da quel Movimento 5 Stelle che nel 2018 aveva messo in seria difficoltà la coalizione di centrosinistra, rasentando e in molti casi superando la maggioranza assoluta dei votanti. Risultati ancor più netti a Salerno città, dove il governatore ha superato perfino le storiche vittorie del ’97 e del 2011, riportando una percentuale di voti del 75,89%, lasciando dietro rispettivamente Caldoro al 14,95% e Valeria Ciarambino al 6,19%.

IL VOTO DISGIUNTO

Il voto disgiunto a danno di Caldoro è stato un fenomeno presente in misura sensibile ma non di certo l’unico determinante nell’esito della vittoria di De Luca. A livello regionale, infatti, le liste a sostegno del governatore hanno ottenuto il 68,57% dei voti: una cifra che non si è particolarmente discostata rispetto a quella delle sue preferenze personali. Stessa musica anche nel salernitano, con le liste di De Luca che hanno ottenuto il 71,69% dei voti in totale.

GLI ELETTI

Conseguenza della vittoria è stato ovviamente l’ottenimento del premio di maggioranza da parte della coalizione di centrosinistra. Dei nove consiglieri assegnati al collegio salernitano, sei sono andati al centrosinistra e tre alle opposizioni. Comporranno la squadra deluchiana in consiglio Franco Picarone del Pd (recordman di preferenze con 21477 voti), Luca Cascone per la lista De Luca Presidente (16180), Nino Savastano per Campania Libera (16587), Andrea Volpe per il Psi (9859), Tommaso Pellegrino (12601) per Italia Viva, e Corrado Matera per la lista di Fare Democratico – Popolari (12496). I consiglieri di opposizione saranno invece Nunzio Carpentieri per Fratelli d’Italia (9530), Attilio Pierro per la Lega (4515) e Michele Cammarano per il Movimento 5 Stelle (3974). Nulla da fare invece per la lista di Forza Italia che da Salerno non “porterà in dote” un consigliere regionale.

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