Rimboccatevi le maniche…

di Alessandro Rizzo

Rimboccatevi, voi, perché noi cittadini, elettorato attivo, la nostra parte l’abbiamo fatta. Bene o male l’abbiamo fatta come democrazia impone.In Campania stravince De Luca. Non che non me lo aspettassi, anzi ne ero certo, ma mi sarei aspettato una percentuale meno “bassoliniana”. Ovviamente questo significa due cose: la prima, che in Campania è De Luca a trascinare il PD e non il contrario; la seconda, che De Luca è un presidente che dopo Salerno ha conquistato anche le altre Province, innanzi tutto Napoli. E ovviamente l’ha fatto consolidando il proprio consenso su meccanismi diversi rispetto a quelli su cui ha stratificato il proprio potere nel salernitano. Ora, che sia demagogia o meno, l’atteggiamento spesso definito “da sceriffo” ha conquistato Napoli, segno che la società civile del capoluogo di Regione ha voluto evidentemente eleggere un modello che gli è congeniale e che è quello della lotta a ciò che è marcio. Al netto dell’ironia sulle cinghialone, questo è ciò che De Luca incarna. Un buon segno questo, tutto sommato, perché vuol dire che il tessuto buono partenopeo pulsa e pulsa forte. Chi mi conosce sa che non sono mai stato un deluchiano né della prima né della seconda ora, però sono testimone di una grande fattività e di un forte spirito collaborativo quando da Sindaco di San Mango, benché avessi sconfitto un uscente a lui vicino, ho sempre trovato in De Luca un interlocutore attento alle mie esigenze amministrative. Adesso posso dirlo: a gennaio mi fu proposto di candidarmi e l’avrei fatto, anche volentieri, perché mi sarebbe piaciuta l’esperienza. A gennaio non c’era il Covid e non si era ancora scatenata la corsa al predellino. Però il sentore che avevo era già rassicurante, non fosse altro per il fatto che il centrodestra aveva già deciso di immolare Caldoro sull’altare del sacrificio. Poi la pandemia, De Luca protagonista di un impegno molto apprezzato e addirittura preso a modello da Naomi Campbell e di lì la corsa di tutti a salire sul carro del (sicuro) vincitore, mi hanno convinto che io le competizioni politiche le so fare, ma preferisco farle contro avversari certi, non contro i compagni di gara, a prescindere da quale casacca avrebbero indossato, se quella del PD, di De Luca Presidente, di Campania Libera o altro. Ed infatti poi abbiamo assistito ad una competizione comunque scomposta, abbiamo visto spallate tra compagni di lista ed oggi sentiamo addirittura di primi tra i non eletti che attendono di conoscere la giunta per decidere se impugnare il voto del primo della stessa lista.Spero siano tutte bufale sinceramente. In politica si vince e si perde e chi non accetta il risultato con spirito sportivo dimostra solo di non essere in grado di gestire quel ruolo di responsabilità. Io sportivamente accetto il sì al referendum. Che a me è parso una follia, una mossa cieca di un elettorato cieco che è corso appresso ad uno slogan dei 5 stelle, cui peraltro ormai stenta a riconoscere smalto politico. Il Movimento ha perso ovunque ma il suo referendum ha vinto. Un ossimoro politico: protestiamo come vogliono i 5 stelle, però smettiamo di votarli che ormai non ci piacciono più. Così tagliamo i parlamentari, riduciamo la rappresentatività democratica della Valle D’Aosta al lumicino, le impediamo di avere rappresentanti in tutte le commissioni, il tutto in ossequio al “Dio risparmio” che ha finito per infettarci l’anima, come se un popolo non avesse bisogno di servizi costosi. Un paradosso: tagliare gli sprechi e individuare i rami secchi non doveva significare mortificare la democrazia. C’era e c’è tanto da tagliare e da sfoltire, ma non i parlamentari. Saluterei con favore una norma che stabilisca la decadenza dei parlamentari in caso di assenteismo. Prevederei sanzioni significative in caso di inciuci. Ma, muovendo anche solo per un istante dalla presunzione di disonestà che ha motivato la riforma, temo che questo referendum abbia solo ridotto il numero di senatori da comprare in caso di esigenza. Non che questo si colleghi a quanto appena scritto, ma qualitativamente parlando, cosa in questa riforma ci garantisce che non vedremo più i Razzi e gli Scilipoti di un tempo? Per chiudere, che non cada il governo! In mancanza di una legge elettorale, finiremmo per dover eleggere 945 parlamentari per poi dover stabilire chi mandare a casa.

Rispondi