Manutenzione,questa sconosciuta. Una pioggia manda in tilt la provincia

Urgono interventi “pre-disastri”. Troppa incuria e abbandono in diversi territori.

di Brigida Vicinanza

Una pioggia incessante del weekend per bloccare la provincia di Salerno e mettere – ancora una volta – i territori in ginocchio. Sarno, Cava de’ Tirreni, Angri, Pagani, Nocera, Castel San Giorgio, la Costiera Amalfitana, Capaccio-Paestum e la stessa Salerno città hanno vissuto attimi di paura e soprattutto caos. Il tutto condito da una manciata di polemiche, che arrivano puntuali, ad ogni acquazzone autunnale, proprio come il maltempo. Eppure, sarebbe bastato impiegare i fondi in manutenzione ordinaria, così come forze e volontà degli addetti ai lavori e delle amministrazioni comunali e regionali per evitare il peggio. “Peggio” che però ha costretto tantissimi cittadini – soprattutto a Sarno – a vivere un pomeriggio domenicale di paura. Evacuati e sfollati e ancora oggi a distanza di giorni si lavora per liberare strade da fango, detriti e acqua. Salerno stessa venerdì mattina si era già svegliata in un vero e proprio tornado che ha distrutto strade e fatto crollare alberi, rimarcando ancora di più la fatiscenza della città capoluogo, soprattutto in tema di verde pubblico. “Per fortuna non ci è scappato il morto”. È l’unica e ricorrente frase che ad ogni disastro ambientale accende le riflessioni. Chiedere lo “stato di calamità naturale” potrebbe non servire, dopo. Ma bisognerebbe puntare al “prima” per far sì che mai più nessuno si senta improvvisamente “cacciato di casa”, con la paura di perdere tutto. Come accade a Sarno ad esempio. Come accaduto nei comuni della provincia che hanno posticipato di un giorno l’apertura delle scuole. Come chi vive con la paura di non essere al sicuro nemmeno in casa propria. C’è chi in quel “vortice” di venerdì mattina ha perso tutto e ha visto in casa sua le radici prenderne il possesso, in pieno centro, a Salerno. La riflessione andrebbe fatta prima. E non solo quella. Basterebbe partire da una pulizia più approfondita delle caditoie, dei tombini, delle strade in generale. Basterebbe far sentire i “propri” cittadini al sicuro, visto che ci ha già pensato una piaga come il Coronavirus – quest’anno – a destabilizzare le vite di ognuno. La pioggia non dovrebbe far più paura, invece. Soprattutto agli occhi di chi ha già vissuto ai propri occhi la catastrofe delle alluvioni, la furia della natura incontrollata e scenari apocalittici.

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