Covid 2 la vendetta

di Alessandro Rizzo

Matteo Salvini ha fatto un tour elettorale per i ballottaggi delle comunali e tra Voghera e Formello ha detto di essere “febbricitante”. Il medico gli aveva detto di stare a casa, ma siccome era certamente un medico Piddino, l’indicazione andava disattesa. “Ho il torcicollo”, ha detto, “non sono contagioso“. E ancora: “Perché ho detto di avere la febbre? Faccio un’ora di cortisone tutti i giorni, non ero proprio lucido e pimpante”. Non sapevo che il cortisone si assumesse a tempo, forse lui ci ha sostituto la palestra, che invece gli sarebbe necessaria visto il suo gozzovigliare. Salvini, un’ora di palestra al giorno devi fare, non di cortisone! Adesso infatti posta sui social le foto di se stesso in ospedale. Ma come volete che si stia tranquilli se chi ha un ruolo pubblico -e per questo dovrebbe essere esempio- mostra i peggiori contegni in assoluto alla gente? Comizi senza mascherina, in giro con la febbre, venisse oggi in Campania De Luca lo aspetterebbe col lanciafiamme, che lo sanno tutti che ormai lo porta con sé nel baule dell’auto. La verità è che le misure di restrizione non sono colpa del presidente di Regione, sono la sua risposta, magari a volte eccessiva, alle nostre di colpe. Ma c’era proprio bisogno, dico io, di disattendere qualsiasi regola del buon senso? Di sfoggiare drink a distanza di bacio con chiunque manco fossimo tutti immortali come, che so, Capitan America o Berlusconi? Non usciremmo vivi da un secondo lockdown. Già col primo solo a Salerno sono cessate 400 imprese. La strage tocca a noi evitarla perché la curva dei contagi è allarmante! Di certo c’è che la chiusura non è una soluzione assoluta. Finché non sarà possibile -cioè mai- governare o restringere la libertà di movimento delle persone, la pandemia continuerà. È evidentemente arrivato il tempo di invertire il metodo. La risposta politica deve basarsi su dati scientifici ma essere costruita su scelte di obiettivo. La gente va scolarizzata e sanzionata, non si può pensare di sconfiggere il virus limitando le attività delle persone. Finché non esisterà un vaccino, col virus bisognerà conviverci e per conviverci in sicurezza bisognerà adottare regole di comportamento molto precise. Qualcuno ne sarà pregiudicato più di altri ma tant’è. Quello che non si può più sopportare e che l’emblema della strafottenza siano politici che dovrebbero lavorare per la soluzione dei problemi del paese e che invece col loro comportamento non fanno altro che costituire un pericolo.

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