Sorrisi, dedizione, Gonfalone e San Matteo: 60 candeline di “salernitanità” per Lucio Figliolia

È inevitabile. Non si possono salire le scale del Comune di Salerno, senza fermarsi prima a salutare Lucio Figliolia. Il simbolo della “salernitanità” vera e propria, che oggi spegne 60 candeline sulla torta…dell’amicizia. Amicizia che riserva ai tanti che passano anche soltanto per una chiacchiera e qualche conversazione sul campionato di calcio, che danno alle giornate una marcia in più. Ed è proprio la marcia in più di Lucio che diventa il motore pulsante di quello che è Palazzo di Città. E non solo. Dal gonfalone a San Fortunato, a Salerno è conosciuto da tanti ed apprezzato e stimato da tutti. E sicuramente, oggi che è il suo compleanno sarà impossibile non fargli “festa”. La stessa – quotidiana – che riserva a chiunque si trovi sul suo percorso. Ha speso più di metà della sua vita tra Palazzo Guerra ed i vicoli del Centro storico, soprattutto durante le processioni. Ed ogni 21 settembre, durante la festività di San Matteo, è facile trovarlo presente, sempre lì dall’alba al tramonto. Laddove c’è anche suo figlio Manuel, destinato a raccogliere il testimone di “portatore”: a sorreggere e condurre lungo i vicoli della Salerno vecchia l’effigie sacra di Fortunato, insieme ai compagni di paranza.

«Da 38 anni sono un portatore: lo faccio con profonda fede ed è, per me, motivo di grande orgoglio» – spiegava Figliolia su queste colonne circa un anno fa, emozionato prima dell’ennesima celebrazione in onore di San Matteo vissuta (come sempre) in prima linea. «Ci tengo molto – raccontava con il solito entusiasmo – e ogni volta che torno a casa dalla processione sono soddisfatto, perché è una cosa che mi piace fare. Portare i santi è una cosa seria, si tratta di essere protagonisti di una cosa bella per Salerno». Ma non solo, Lucio è anima, cuore e passione anche per il lavoro interno a Palazzo di Città. Accompagnare è la sua parola d’ordine, “prendere per mano” i cittadini e strappargli una risata, sono le azioni chiave del suo operato su cui ha basato tutta la sua esperienza. E, facendogli gli auguri di un buon sessantesimo compleanno, ci sarà la certezza e consapevolezza di trovarlo sempre lì: a Palazzo Guerra, tra fede e passione, tra serietà e dedizione, a gioire di un nuovo traguardo con la semplicità e complicità che lo contraddistinguono.

Rispondi