“Alcuni esercenti non rispettano l’ordinanza,oltre al danno anche la beffa”

Tiziano Quaranta, titolare del Live It: “La mia attività sarebbe pienamente sicura, così perderò l’80% dei miei incassi: mi converrebbe chiudere e lavorare alla giornata”

di Andrea Bignardi

“L’ordinanza di qualche giorno fa mi ha completamente distrutto, c’è poco da riorganizzare. Non tutti hanno la forza e la possibilità di rivedere la propria attività, soprattutto quando il target di clientela è ben definito e si è impostata una determinata linea nella gestione del lavoro”. È quanto sostiene Tiziano Quaranta, titolare del Live It, in via Roma, a due passi dal palazzo della Provincia. Indubbiamente la sua è una delle attività più “notturne” in assoluto della città di Salerno, restando aperta ogni sera dalle 17 sino alle 6 del mattino. “Gran parte del business del mio locale si sviluppa proprio nella fascia oraria che è stata colpita dall’ordinanza e gli effetti li ho iniziati ad avvertire già lunedì sera, quando siamo stati obbligati alla serrata forzata – commenta – Tradizionalmente inizio a lavorare intorno alle 22.30, ragion per cui di fatto sto perdendo mediamente l’80% del mio fatturato”. Nonostante le buone intenzioni e le buone pratiche messe in campo per rispettare le normative di sicurezza antiCovid, con i tavoli disposti prevalentemente all’aperto, con un numero di coperti massimo di quattro, e distanziati ben oltre un metro, quindi andando al di là delle prescrizioni nazionali e regionali, la sua attività si sta fermando ogni sera come tutte le altre operanti nel settore “incriminato”. Ma ciò che maggiormente colpisce dalla testimonianza del titolare del Live It è il fatto che alcuni esercenti non rispetterebbero l’ordinanza giocando sulla possibilità di servire piatti pronti ai tavoli, e quindi consentendo l’ultimo ingresso alle 23 ma, di fatto, restando aperti fino a notte inoltrata. “Oltre al fatto che già di per sé l’ordinanza ci ha messo in grande difficoltà, a tal punto che mi converrebbe chiudere tutto per una decina di giorni e provare a lavorare alla giornata – aggiunge il giovane titolare del locale della movida – Devo constatare che alcuni colleghi non hanno seguito le disposizioni con la stessa rigidità: la scorsa notte ho notato che non sono mancati esercizi che sono rimasti aperti ben oltre l’orario consentito. Reputo questo un ulteriore schiaffo a chi come me e tanti altri rispetta alla lettera l’ordinanza del presidente della Regione pur dissentendo nel merito della questione”. Oltre al danno, dunque, anche la beffa per gli esercenti che hanno scelto di rispettare pienamente le disposizioni di legge, perdendo una fetta cospicua dei propri incassi e soprattutto sorvolando sulle abitudini della loro giovane clientela, che – continua Quaranta – non sarà affatto esente da rischi qualora dovessero essere organizzati piccoli eventi in case private. “Il salernitano medio tende ad uscire nella tarda serata, anche perché la maggior parte dei miei clienti lavora fino alla sera – conclude – Non vedo come si possano considerare le nostre attività, che sono attrezzate per garantire la piena sicurezza ai nostri avventori, come fonti di rischio per la sanità pubblica. I giovani continueranno ad assembrarsi, e magari lo faranno all’interno di abitazioni in cui lo spazio è ridotto e non si rispettano le normative rigide che ci sono state imposte. Sarebbe stato certamente meno dannoso sia per la nostra economia che nel contrasto alla diffusione del virus se ci fosse stata consentita l’apertura ma soltanto con il servizio ai tavoli. Ma in questo modo le cose rischiano di complicarsi ulteriormente per tutti, tra l’altro senza nessun beneficio”.

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