De Prisco: ‘I primi 100 giorni? Sarò impegnato a leggere le carte’

Il neo sindaco: “Dopo aver sistemato gli aspetti economici, inizieremo a sviluppare le politiche più urgenti per la città. Vorremmo mettere mano al Puc”

di Andrea Bignardi

Un risultato per certi versi inatteso quello di Lello De Prisco, divenuto primo cittadino di Pagani al ballottaggio con oltre il 60% dei consensi, dopo che in occasione delle elezioni del 2019 la sua coalizione civica che lo sosteneva era rimasta fuori dal ballottaggio tra Alberico Gambino e Salvatore Bottone. Certamente l’abilità politica nella formazione delle liste e nella conduzione della campagna elettorale ha pagato, così come il sostegno ricevuto da una parte sempre più vasta dei moderati paganesi, cui si è aggiunto al secondo turno anche il Pd, messo dinnanzi alla scelta tra la sua proposta e quella di Enza Fezza, giudicata eccessivamente polarizzata a destra. Nessuna promessa mirabolante per il momento da parte del nuovo reggente di Palazzo San Carlo, vista anche la situazione difficile in cui versano i conti della città dell’Agro, in dissesto finanziario già dal 2019. “Nei primi cento giorni – afferma – Mi dedicherò a leggere le carte”.

De Prisco, probabilmente nessun analista si attendeva il suo risultato: se l’aspettava?

“Il risultato me l’aspettavo all’atto della formazione delle liste. Dopo tanto lavoro mi attendevo di andare al ballottaggio nonostante molti non l’avrebbero mai detto. Probabilmente però non avrei pensato di arrivare primo, ma sapevo che il mio competitor principale sarebbe stato Enza Fezza”.

Aver ricevuto, dopo il primo turno, il sostegno da parte del Pd locale, è stato determinante per il successo della sua coalizione?

“Mi ha fatto piacere ricevere il sostegno del Pd che ha optato per sostenere me anziché la Fezza, che comunque non avrebbe potuto preferire. Mi ha fatto piacere creare un ponte eventualmente anche con chi oggi governa la regione Campania ma ai fini numerici penso che il risultato sarebbe stato lo stesso. Ho comunque gradito il fatto che il supporto da parte del centrosinistra sia giunto, anzi approfitto anche per ufficializzare il mio cordoglio al Pd locale per la morte dell’ingegnere Marcello Toscano, che oltre ad essere una persona competente era innanzitutto un amico”.

Dopo i festeggiamenti per la vittoria inizia per lei la non semplice esperienza di governo: cosa pensa di realizzare nei primi cento giorni?

“Pagani vive una situazione così drammatica, nei primi cento giorni, come ho ironicamente affermato durante alcuni comizi elettorali, dovrò leggere solo le carte. Perfino i commissari prefettizi hanno avuto difficoltà nello sbrogliare una matassa cosi intricata, soprattutto dal punto di vista del bilancio. Molte cose sono particolarmente confuse in questa città, e non solo per quanto riguarda l’economia. Penso ad esempio alla vicenda Iacp futura, alla zona contestata tra i comuni di Pagani e Sant’Egidio del Monte Albino. In tutto questo incombe anche l’emegrenza Covid che andrà a condizionare anche l’andamento dell’attività scolastica. Mi sono anche premurato di coordinarmi con la protezione Coc proprio al fine di garantire maggiore sicurezza ai miei concittadini”.

Passata la fase di emergenza Covid cosa ha in programma di mettere in campo?

“Passati i primi cento giorni di consiliatura, messi a posto i primi aspetti economici, inizieremo a sviluppare le politiche più urgenti per la città. Vorremmo mettere mano al Puc e migliorare il rapporto con le partecipate e soprattutto con Agro Solidale ed i servizi sociali”.

Quali sono i suoi orientamenti per la composizione della giunta?

“Consulterò i coordinatori delle liste per iniziare a ragionare sulla composizione della giunta che possa essere mista tra eletti in consiglio comunale e tecnici. L’importante è che ogni delega sia legata ad una specifica competenza per materia, ovviamente mantenendo la proporzione tra uomini e donne prescritta dalle legge”.

Rispondi