Il tuo ricordo – Samuele Bersani

di Maria Francesca Troisi

A oltre sette anni dall’ultimo disco di inediti (“Nuvola numero nove”), Samuele Bersani presenta il suo nuovo album,“Cinema Samuele”(uscito il 2 ottobre), realizzato dopo un periodo di blackout creativo, dovuto ad una storia finita male.

«Prima della lavorazione ho vissuto un abisso, un momento privato che mi ha impedito, impoverendomi, di scrivere anche la lista della spesa. Insomma, avevo scritto “En e Xanax”, e ci credevo di brutto». Il disco deve il titolo a uno dei complimenti più belli ricevuti finora dal cantante, fatto da una ragazza durante un instore, «tu scrivi piccoli cortometraggi per non vedenti», e alla passione del cantautore per il cinema: «ripeto sempre le stesse cose da trent’anni. A 15 anni sono scappato di casa per andare da Dario Argento». “Il tuo ricordo”, una delle dieci tracce del nuovo lavoro (prodotto con Pietro Cantarelli), è presentato dall’artista stesso come il “gioiellino” dell’album. «Ho superato il “buio” che ho vissuto nel momento in cui ho scritto “Il tuo ricordo”, dove il presente vince sul passato. Scrivere il brano è stato come andare in terapia, mi sono sentito rinnovato, dopo che per tanto tempo ero come in ostaggio del passato». Il brano è una vera e propria sfida tra “passato” e “presente”. In questo scontro visionario, il “passato” è intenzionato a dare lezione al “presente”, forte del suo “trascorso”, e si affaccia alla mente rievocando solo parte del vissuto, quello a lui benevolo, portando così a galla anche il ricordo di persone che non fanno più parte della nostra vita, sotto forma di maliarda nostalgia.

“Il passato riposa/Bellamente nel letto degli ospiti/O mi segue per casa/Come un’ombra incollato ai miei gomiti/Da buttarlo giù a a calci/Apre bocca e lo fa sempre a vanvera/Con discorsi bugiardi/E la coda di paglia/Lo scontro è proseguito/Anche sul treno/Chi è un abusivo/Chi paga intero/Proprio così se non vi è chiaro il concetto/Il passato non paga nemmeno il biglietto/Il tuo ricordo trova un buco nella rete/Si infila dentro il mio cervello e fa il padrone…”

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