Il Movimento 24 Agosto candida Salerno ad ospitare il “G20 della Salute” nel 2021

L’appello ad istituzioni e cittadinanza della consigliera Annalisa Santamaria

“Nell’ottimo clima di fermento per la riuscita di varie attività del movimento anche a  livello locale, la prima alla stazione di Salerno per pretendere la vera Alta velocità, poi la presentazione del libro di Pino Aprile al centro sociale e l’ultima in piazza di Montecitorio a Roma per rivendicare il recovery fund , alle quali il circolo di Salerno ha sempre partecipato con i suoi membri, dai componenti del direttivo a tutti i soci, rispondendo ad ogni iniziativa con grande partecipazione, è nata l’idea di candidare la nostra città al prossimo G20 della salute che si terrà nel 2021”. E’quanto afferma, in una nota indirizzata agli organi di stampa, Annalisa Santamaria, consigliere per il circolo di Salerno del Movimento 24 Agosto – ET.  “La nostra idea – prosegue – non nasce da un capriccio di egoistica visibilità, pur condivisibile per una grande città come Salerno, la nostra idea nasce dalla storia medievale di Salerno e della sua Scuola Medica Salernitana, che potrebbe da vari studi risalire all’anno 800 ed è dunque da considerarsi come l’antesignana delle moderne università di medicina. Non è ben chiaro se fosse laica o monastica, ma di certo fu aperta all’universo delle esperienze in campo medico provenienti da tutto il mondo, da quello greco a quello arabo ed ebreo. Tanto aperta da permettere a più donne medichesse di imparare, di curare e di diventare a loro volta “magistrae”. Trotula de Ruggiero, moglie del medico Giovanni Plateario, la stessa principessa Sichelgaita, moglie di Roberto il Guiscardo, contemporanee dell’epoca, ed altre donne, hanno frequentato la Scuola Medica salernitana, da allieve e poi da abili medichesse specialiste delle infermità femminili. Da qui si desume che il primato non è solo nella Scuola come luogo dove imparare e curare, ma anche un primato per aver accolto fra i suoi studiosi molte donne che all’epoca non avevano altro destino se non il matrimonio o la vita monastica. La scuola ha avuto tre periodi durante i quali ha curato, per la fama della bravura dei suoi medici, grandi personaggi della storia che affrontarono lunghi viaggi per consultare i medici di Salerno, tra cui vescovi e sovrani. Ma con la nascita dell’università di Napoli, la Federico II, la scuola salernitana perdette il suo prestigio ed iniziò nel XIX sec. il suo declino. L’ultima sua sede fu nel Palazzo Copeta, in via Trotula de Ruggiero, appunto,  nel cuore della Salerno longobarda. A dare un altro punto a questa candidatura e a fare da contorno alla storia, esiste una bellissima ed affascinante leggenda che come tale, ha varianti sia nella composizione della trama che in quella dei personaggi. La leggenda vuole che la scuola nasca in una notte di tempesta durante la quale quattro viandanti, che poi si scopriranno tutti medici, si incontrano sotto l’Arco o Ponte dei Diavoli, in realtà un acquedotto romano che ancora attraversa una strada famosa della città (via dell’Arce). Una recente teoria con studi più affinati li vede presso il monastero di santa Sofia, e li identifica in Garioponto (Pontus), Alfano da Salerno (Salernus), Isacco l’Ebreo (Elinus) e Costantino l’Africano (Abdela). Da questi sapienti provenienti da differenti parti del mondo e con esperienze diverse sarebbe nata la medicina europea”. “Sempre per contribuire alla cura delle infermità secondo gli studi e le possibilità farmaceutiche dell’epoca – continua la nota della consigliera salernitana del movimento – contribuiva alla produzione di erbe medicinali l’orto botanico, famoso con il nome di Giardini della Minerva, fondato dal medico Matteo Silvatico intorno al ‘300, situato su dei terrazzamenti che si affacciano sul golfo di Salerno ed hanno un microclima idoneo alle erbe medicinali. E’ stato di certo uno dei primi orti botanici d’Europa. I Giardini della Minerva sono tutt’oggi un grande polo attrattivo per la città ed un vanto per la storia e la cultura salernitane”. “Dunque, noi del M24A ET-circolo di Salerno – conclude la rappresentante del movimento nato su iniziativa del giornalista Pino Aprile –  sottoponiamo all’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni la proposta di candidatura della città di Salerno per i requisiti storico-culturali sopra elencati, che la rendono degna per richiedere considerazione a livello mondiale. Nello specifico evento del G20 della salute potrebbe farsi portavoce per l’intero sud e richiamare l’attenzione sulla salute e la prevenzione che in questi secoli non ha mai potuto esprimere. L’intero comparto ricettivo del Sud potrebbe beneficiare di un corposo spostamento di addetti ai lavori, tra specialisti e medici provenienti da ogni angolo del pianeta; non solo ma potrebbe fare finalmente da eco alle richieste di equità anche e soprattutto nel comparto sanitario. Proprio per la grandiosità del “cimento” chiediamo come ovvio in ogni buona squadra, l’aiuto ed il supporto di tutti. Ci vogliamo provare, stiamo già delineando quali strategie adottare e quali realtà cittadine coinvolgere. Vogliamo comunque dare filo da torcere ad altre città che con la solita arroganza pretendono questa candidatura, senza addurre particolari requisiti se non quello solito della falsa superiorità nel campo della salute, ampiamente smentita dalla gestione della pandemia. Ci vogliamo provare. Se ci date una mano”.

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