Cerimonie ferme e strutture ko

Greco (Consorzio Paestum): “Serviva maggiore chiarezza, rischio gravi perdite”

Sposi in difficoltà nel dover decurtare le liste degli invitati

di Andrea Bignardi

Incertezza e timore per le sorti di una stagione delle cerimonie già rinviata e compromessa. È quanto emerge da una primissima impressione da parte dei titolari delle strutture alberghiere di Paestum che, in molti casi, trovano il loro core business proprio nell’organizzazione di eventi e ricorrenze che sono stati fortemente limitati con il Dpcm pubblicato martedì. Il limite di trenta persone per feste legate a sacramenti religiosi e ricorrenze civili, soprattutto in territori come quello campano in cui la vita relazionale è particolarmente attiva, mette a serio rischio lo svolgimento futuro di tali attività oltre a sollevare anche numerosi dubbi soprattutto sui matrimoni programmati per i prossimi giorni, a cominciare dal prossimo fine settimana. Una preoccupazione, quella dei titolari di strutture della città dei templi, sintetizzata da Pino Greco, presidente del Consorzio Paestum IN e titolare anch’egli di un albergo dedito particolarmente allo svolgimento di eventi di questo tipo. “Il Dpcm ci lascia in una situazione di notevole incertezza sul da farsi – afferma Greco – Ci troviamo in effetti in una condizione di incertezza ancor maggiore di quanta non ce n’era in seguito alle prime limitazioni, poi in parte ritrattate, imposte dalla Regione Campania ad inizio mese. Eravamo riusciti a garantire, infatti, nel rispetto dei protocolli, un buon numero di cerimonie, anticipando alcuni eventi che erano stati fissati nei mesi di novembre e dicembre entro il 20 ottobre”. Ora, invece, i dubbi regnano sovrani. E non solo per alcuni sposi che avevano preventivato il matrimonio già durante questa settimana, e che si troveranno costretti a decurtare un numero notevole di invitati sia dalla cerimonia religiosa che dal banchetto nuziale, ma anche e soprattutto per le strutture che, in molti casi, specie quando non si affidano ad un catering, acquistano in proprio le derrate alimentari ed il beverage da poter poi impiegare nel corso degli eventi “incriminati”. Una tendenza frequente nelle strutture di Paestum che per la maggior parte si avvalgono di cucine interne. “In molti casi avevamo delle derrate alimentari ordinate o già accantonate – continua Greco – Come faremo a smaltirle se non ci sarà data la possibilità di qui a qualche settimana di ritornare a compiere le nostre attività a pieno regime?”. D’altro canto, però, precisa il presidente del consorzio che riunisce buona parte delle strutture alberghiere pestane, il grido d’allarme della categoria non va confuso con negazionismo o irresponsabilità. “Siamo pienamente convinti che il problema ci sia e che si debbano rispettare le precauzioni – conclude – Tuttavia sarebbe stato necessario avvisare per tempo gli operatori del settore ed anche le migliaia di persone coinvolte a vario titolo in questa situazione di ulteriori restrizioni. C’è un problema a monte da parte di chi governa l’azienda Italia, che inevitabilmente si riflette negativamente anche sulle nostre imprese”.

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