Chiudere le scuole ma non potenziare il trasporto pubblico. Le scellerate scelte di De Luca.

Di Maria Francesca Troisi

Con un’ordinanza entrata in vigore da subito, e protratta fino al 30 ottobre, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ha deciso la chiusura delle scuole.
Sospese le attività didattiche per le primarie e secondarie, con lezioni che si svolgeranno a distanza. E sospese anche le attività didattiche e di verifica in presenza nelle Università, “fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno”.

Lo sceriffo d’altronde aveva promesso: «Mille contagi al giorno e chiudo tutto».
Minacce che non trovano un possibile riscontro nella realtà. E allora cosa si fa per mantenere il “pugno di ferro”? Bisogna trovare un espendiente che non gravi sull’economia.
Tac, facile! Si chiudono le scuole.
Scuole, che dati alla mano, hanno registrato tra gli studenti solo lo 0,075% dei positivi regionali, addirittura al di sotto della media nazionale.

Sin dall’inizio dell’epidemia, si è evidenziato che uno dei maggiori “fruitori” di contagio sono i mezzi di trasporto, ossia i mezzi pubblici con cui lavoratori e studenti devono raggiungere la propria destinazione.

E cosa ha fatto De Luca per potenziare il trasporto pubblico in regione, da febbraio, inizio della pandemia, ad oggi?
«Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito». Recita un famoso proverbio. Ecco che guardiamo il dito un’altra volta.

La decisione di chiudere le scuole, oltre ad essere l’ennesimo palliativo dello sceriffo, va a gravare anche sulle famiglie.
In particolare per quanto concerne le scuole d’infanzia, che presuppongono l’impossibilità di lasciare i bambini soli a casa, con ripercussioni sui genitori, che devono continuare a lavorare, e sui nonni, categoria che sarebbe da preservare. Senza contare poi tutte quelle famiglie che vivono serie difficoltà economiche, e non possono quindi contare su un aiuto esterno.

Per il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina la decisione di chiudere è “gravissima, profondamente sbagliata e inopportuna. Sembra che ci sia un suo accanimento nei confronti della scuola. E’ stato l’ultimo a riaprire le scuole e il primo a richiuderle”. Non si esclude un ricorso del Governo, che “deciderà unito”.

Intanto #Deluca è in tendenza su twitter. E non sono di certo complimenti.

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