Covid, la stretta del Governo Il caos sui pranzi e cene a casa

Non più di sei persone ma sono impossibili i controlli nelle abitazioni private. Ironia sui social

Nuova batosta per le attività produttive: cambiano gli orari di apertura

Alla fine l’Italia sarà nuovamente “in ginocchio”. O meglio, la sua economia. O ancor meglio, quella di cittadini e dei piccoli imprenditori che dopo il lockdown forzato dei mesi scorsi, si ritrovano a fare i conti con quelle che sono le scelte confuse (a questo punto) di un governo che sta ancora pensando a come arginare un’emergenza sanitaria senza precedenti. Contrastare il Coronavirus rimane punto cardine del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nella notte tra il 12 e il 13 ottobre mettere la firma sul nuovo Dpcm che sarà in vigore fino al 13 novembre. Un altro mese, altro tempo per stabilizzare ed “educare” dal punto di vista sanitario gli italiani. Ma – ad oggi – in terapia intensiva e attaccata all’ossigeno c’è l’economia di un Paese già abbondantemente in crisi. Per arrivare al defibrillatore – probabilmente – il passo è breve, per dirla in termini medici.

Mascherine obbligatorie all’aperto e nei luoghi chiusi al di fuori delle abitazioni private, con l’eccezione per chi svolge attività sportiva, dei bambini sotto i 6 anni e delle persone con disabilità incompatibili con l’uso del dispositivo. Nel testo integrale del dpcm emanato nella giornata di martedì inoltre è “fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi”. Sconsigliate anche le cene e gli incontri in casa con più di 6 persone non conviventi.

Il decreto prevede una presenza di non oltre il 15% dei partecipanti negli impianti sportivi, con un limite massimo di 1.000 spettatori all’aperto e 200 al chiuso. Stessi numeri previsti per cinema, teatri e sale da concerti. Viene vietato lo sport di contatto a livello amatoriale, a partire dal calcetto (consentito invece nei casi di società o a livello professionistico) e vengono anche sospesi i viaggi di istruzione. Restrizioni anche e soprattutto per i locali: ristoranti, bar, pub, pasticcerie e gelaterie dovranno chiudere alle 24 e la consumazione sarà possibile solo al tavolo dopo le 21: niente consumazioni davanti al locale dopo quest’ora. Raccomandato, infine, lo svolgimento delle attività professionali in smart-working. Inoltre, per le cerimonie civili e religiose non più di 30 invitati (matrimoni ecc), funerali in 15. La situazione in Campania, ha anticipato tutti o quasi. Locali con ultimo ingresso alle 23 e chiusura alle 24 durante il weekend.

Vincenzo De Luca ha fatto da capitano nel “cambio di rotta”, mettendo alla gogna la movida: bar, american bar, locali, ristoranti, pizzerie. Piccoli imprenditori, del food & beverage, del settore wedding e del contorno, sul piede di guerra. O meglio, forse la forza e la voglia di combattere è rimasta a pochi. Di fatto, il nuovo decreto limita ancora di più chi del commercio e dei servizi ci vive, non sopravvive. Ed è proprio la sopravvivenza che ha fatto sì che nell’ultimo mese, i piccoli e medi imprenditori potessero pensare di ricominciare a vivere, riprendendosi da una situazione devastante. Fino a quando non è arrivata nuova- mente la stangata finale. Ma come si può pensare che un virus possa colpire alle spalle di notte come un qualsiasi serial killer? Chi uccide lo fa anche su un autobus in pieno giorno. Come si può pensare che 30 invitati non siano “contagiosi” quanto 200? E per i funerali scatterà il pass o l’invito? Ma soprattutto, la figura del “vicino”. Perché si passerà dall’erba del vicino sempre più verde alla casa del vicino sempre più piena. Con chi si sentirà in diritto di puntare il dito contro l’altro, entrando in un vortice peggiore della malattia stessa. La sfera psicologica completamente abbandonata a se stessa, scanditi dal caso e dai dati di ogni giorno. La mente appesa alle statistiche, tra le righe di un “decreto” mentre sui social impazza l’ironia e si rincorrono le proteste. La linea è sottile. Tra il baratro ed un pozzo, la differenza può sembrare minima. Invece è abissale..

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