Campania, scuole chiuse: l’ordinanza di De Luca impugnata al Tar

Di Maria Francesca Troisi

Con un’ordinanza entrata in vigore dal 16 ottobre, e protratta fino al 30, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ha predisposto la chiusura delle scuole, salvo poi fare un mezzo passo indietro 24 ore dopo per asili e nidi.

Il mondo della scuola non è rimasto di certo a guardare, e ha impugnato la decisione al Tar della Campania: si chiede la sospensione dell’Ordinanza n. 79 del 15.10.202, attualmente in vigore.

Nell’ordinanza Vincenzo De Luca ha disposto che “nelle scuole primarie e secondarie sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza, le riunioni in presenza degli organi collegiali, nonché quelle per l’elezione degli stessi”.

Le motivazioni per cui si chiede la sospensione dell’ordinanza, nell’interesse dei ricorrenti e dei figli minori è reso noto nel documento pubblico del 17 ottobre.
La decisione di chiudere conduce a un grave danno “per un verso, dalla impossibilità di attendere alle proprie attività professionali, dovendo assistere i propri figli, in regime di sospensione delle attività didattiche, e, per altro, dalla lesione del diritto all’istruzione degli stessi figli”.

La Regione Campania entro lunedì 19 è ora tenuta ad esibire i dati contenuti nella nota predisposta dall’Unità di crisi regionale e nelle risultanze istruttorie, nelle “interviste effettuate dalle ASL a seguito del Contact tracing territoriale“, con le quali De Luca, conseguentemente anche all’aumento dei casi di contagio, ha preso la decisione di chiudere le scuole.

L’ordinanza che impone la didattica a distanza a tutti gli alunni, rischia quindi di saltare già lunedì.

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