Fonderie, accesso allo studio Spes ma la battaglia continua al Tar

Il 28 ottobre è fissata l’udienza per la revoca dell’Aia concessa della Regione Campania

di Brigida Vicinanza

C’è voluta “l’intercessione” del primo cittadino di Pellezzano Francesco Morra, affinché comitati e associazioni vedessero il diritto all’informazione materializzarsi. L’associazione e il Comitato Salute e Vita hanno portato avanti la battaglia per mesi, per poter visionare i risultati dello studio Spes sull’inquinamento delle Fonderie Pisano nella Valle dell’Irno rimasto – per più di due anni – nel cassetto della Regione Campania e di Vincenzo De Luca. Un diritto chiesto ad alta voce per mesi, tra le carte, a suon di Tar e di appelli rimasti per troppo tempo inascoltati, ma soprattutto una battaglia portava avanti a mani unite. E proprio la vicinanza e l’interesse sempre espressi dal sindaco di Pellezzano, che facendo fronte comune con il Comitato Salute e Vita e la “sua” guida Lorenzo Forte, senza mai arrendersi, che adesso si siederanno il 21 ottobre a leggere i risultati e la relazione redatta tempo fa.
“L’istituto zooprofilattico verificò già 3 anni fa che man mano che ci si allontanava dalla zona Fonderie, il livello di metalli (tossici) presenti sia nel sangue, che nel suolo, che nel fiume diminuiva. A questo punto possiamo già affermare –sottolineava Forte su queste colonne qualche mese fa – che le Fonderie producono buona parte dell’inquinamento della zona, in quanto si metteva in evidenza che le persone e l’ambiente erano già esposti a dei danni. Ma aspettavamo con ansia che entro dicembre 2018 veniva presentato l’intero studio finale. Abbiamo dovuto aspettare due anni: ci è stato detto che bisognava attendere l’istituto nazionale di sanità che ha poi validato lo studio svolto, da diversi mesi. Ci troviamo in una situazione paradossale – dichiarava – in cui nei prossimi giorni invieremo una diffida al presidente De Luca, diffida all’istituto zooprofilattico e trascorsi i giorni – in mancanza di risposte – procederemo al ricorso al Tar per avere accesso agli atti perché siamo componenti di quello studio e del protocollo di intesa firmato anche dalla Regione Campania”.
Adesso proprio dalla Regione Campania, arriva la risposta all’istanza: “Finalmente la Regione Campania decide di rispettare la legge sulla trasparenza e sull’accesso agli atti. Sebbene con enorme ritardo, il 21 ottobre probabilmente l’Associazione Salute e Vita accederà allo Studio Spes, con i cittadini ed il sindaco di Pellezzano, in seguito all’ennesima istanza per accedervi – ha affermato Forte – auspichiamo che in questa data romperemo il muro di gomma che dura da gennaio 2020. Ovviamente valuteremo tutte le azioni da intraprendere nei prossimi giorni, appena saremo in possesso di questo documento, anche per individuare le responsabilità di questo ritardo, tenendo conto che il prossimo 28 ottobre, con l’avvocato Franco Massimo Lanocita, ci sarà l’udienza al Tar, dove verrà discussa nel merito la richiesta della revoca dell’Aia e dove, su richiesta del nostro avvocato, il Tar discuterà anche della richiesta fatta lo scorso 8 settembre per acquisire lo studio Spes”

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