Covid, dalla ‘commedia’ alla realtà

di Andrea Pellegrino

Fratacchione, lanciafiamme e così via. È vero, nei giorni drammatici, ci siamo anche un po’ divertiti noi della Campania. Anzi siamo andati anche oltre, sorridendo (scorrettamente) verso quanto stava accadendo in Lombardia, travolta dalla vera e propria emergenza Covid. Qui tutti in casa dalla tv seguivamo un po’ le notizie nazionali, un po’ le dirette (a pagamento) del nostro governatore ogni venerdì. E per tutta la campagna elettorale abbiamo sancito che De Luca con un colpo di bacchetta magica avesse fermato il virus a Teano. Risultato più che scontato considerato, comunque, che nonostante la mole di esercito, forze dell’ordine ed elicotteri eravamo tutti tappati dentro. Poi la campagna elettorale, tutta incentrata sul Covid, sul miracolo della Campania, sulla buona sanità della nostra Regione. Vinta, sicuramente per meriti propri ma anche per demeriti altrui. Un “libera tutti” dai dati confusi, dall’allegria, dalla voglia di incassare il risultato per poi correre ai ripari. Un copione scritto, creduto dal 70 per cento dagli elettori che si sono recati alle urne, che ad oggi svela la sua triste verità. Eppure bastava leggere le prime mosse fin dall’inizio dell’emergenza: ad inizio marzo si gioca la partita del Napoli, il 5 si svolge il Concorsone, poi si cambia idea improvvisamente. E così via via il tira e molla a colpi di ordinanza, il braccio di ferro (forzato) con il governo, il libera tutti, le urne, il risultato, la nuova stretta. Ad oggi i nodi vengono al pettine, con l’aggravante che le casse sono vuote. Si ricorderanno i soldi elargiti alle cliniche private per la degenza di malati Covid (pare che si aggirassero intorno ai 1000 euro) o alla realizzazione dei Covid Center ancora chiusi e vuoti, compreso quello del “Ruggi d’Aragona” che fino a poco tempo fa poggiava su mattoncini. Insomma mentre ridevamo della sanità lombarda, noi qui giù abbiamo lasciato le nostre strutture sanitare al proprio destino, nel mentre si annunciava una imminente nuova ondata che purtroppo è arrivata. Ora è il tempo della protesta, forse che arriva fuori tempo massimo. Stavolta il rischio è davvero elevato, non solo per la nostra salute ma anche per il sistema economico e di conseguenza sociale. Sarebbe meglio, in questa occasione, non tirare troppo la corda. Ingiustamente ci siamo già divertiti durante i mesi scorsi. Sorridere in meno davanti alle battute, essere più razionali rispetto a quanto realmente ci circonda.

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