Il gusto della ‘Bottega di Gragnano’ alla conquista di Salerno

Tradizione e innovazione nel nuovo brand dei fratelli Vanacore

di Andrea Bignardi

I profumi della valle dei mulini, il vino, la pasta, l’industria tessile, la tradizione del panuozzo: sono queste sensazioni a guidare il nuovo concept della “Bottega di Gragnano” , fortunata intuizione dei fratelli Antonio e Taddeo Vanacore, che dopo il suo approdo di successo a Salerno prova a rinnovarsi e lanciare la sfida di rappresentare a 360 gradi, attraverso un percorso sensoriale e gastronomico, una realtà tanto vicina a Napoli quanto differente nelle sue gustose peculiarità. Negli anni, infatti, i due giovani gragnanesi hanno saputo farsi apprezzare prima a Baronissi e poi nella zona orientale della città con la particolarissima pizza del comune ai piedi dei Monti Lattari, regalando un’esperienza differente ed unica a tanti buongustai salernitani. Tuttavia Gragnano non è solo patria di una pizza unica nel suo genere, ma anche uno scrigno di gustose tradizioni che la città di Salerno ancora non conosce come adeguatamente dovrebbe. E proprio la città d’Arechi rappresenterà il trampolino di lancio per una vera e propria sfida, supportata da efficaci strategie di marketing espressione del giovane digital strategyst Ciro Lorusso, di diffusione del brand a livello nazionale e, perchè no, anche internazionale. Un format enogastronomico moderno, smart ed intelligente ma al tempo stesso capace di restare saldamente ancorato alla tradizione, espressa da un know‐how dell’arte bianca appreso con passione dai fratelli Vanacore sin dalla più tenera età. Lo scorso lunedì sera, nel pieno rispetto delle normative di sicurezza anti‐Covid, è stato l’occasione per presentare a blogger e stampa specializzata la loro storia e al tempo stesso il nuovo progetto imprenditoriale. Non una semplice cena di degustazione, ma una vera e propria esperienza fatta di storytelling attraverso le emozioni ed i sapori che hanno contribuito alla nascita del nuovo brand.

Una prospettiva che non potrà non essere gustosa, ed incentrata sulle produzioni tipiche gragnanesi, a cominciare dal pezzo forte di casa Vanacore, la pizza, preceduta dai fritti sui quali si concentra anche un meticoloso e continuo lavoro di studio e ricerca. Dopo un piacevole appetizer a base di fritti, un cavalletto di quattro pizze è stato servito a testimonianza della varietà espressione di nuove proposte autunnali capaci di far spaziare con il palato anche al di là dei confini regionali, come nel caso della “Puglia e Calabria tra sacro e profano”, con burrata e nduja. Un esperimento ben riuscito, affiancato dalla “Porchetta e le sue sfumature”, con cremoso di patate, dalla varietà con zucca in tre consistenze (dorata, grigliata e in crema) e dalla “Tonno e cipolla 3.0”, dove una delicata tartare di tonno ha accompagnato la dolcezza della cipolla ramata di Montoro.

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