Proteste a Salerno, quel che manca è il popolo

di Andrea Pellegrino

Sono giorni che seguiamo le proteste a Salerno, dopo le ultime misure disposte dal governo centrale e da quello regionale. Abbiamo raccontato quasi tutto e naturalmente contestiamo, senza e se e senza ma, forme di degenerazione o di violenza. Siamo per la protesta civile, quella del popolo.
Appunto il popolo, quello che manca nella città di Salerno che quasi sempre lascia isolati i soli interessati alla protesta, non capendo che in questo caso – così come fu all’epoca anche per i trasporti o per la stessa sanità, le difficoltà economiche e sociali toccano tutti. Se non ora nel prossimo futuro. Non si può certo immaginare che un sistema economico si regga sul pubblico.
Il pubblico, appunto. Tra i maggiori datori di lavoro di Salerno, insieme al porto e al suo indotto che sostanzialmente non fanno vivere del tutto le difficoltà economiche che, invece, tragicamente toccano titolari e dipendenti delle attività commerciali.
Infine, c’è un elemento in più che contraddistingue sempre la città capoluogo. Qui parte e controparte sono la stessa cosa. E mi spiego meglio: Camera di Commercio, Industriali e alcune associazioni di categoria sono dalla parte di chi ha governato e governa ancora questa città da più di un ventennio. E alla fine i fatti parlano chiaro: da mesi e mesi hanno abbandonato qualsiasi tipo di dialogo e proposta e quindi hanno abbandonato le attività che dovrebbero, invece, per statuto, rappresentare.

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