Domani il settore dello spettacolo scende in piazza contro il Dpcm

Teatro Verdi. Copyright Subbuteo Club Salernitana

Di Maria Francesca Troisi
Il settore dello spettacolo scende in piazza contro il nuovo Dpcm, che prevede la chiusura di teatri, cinema e tutti gli spazi adibiti a concerto, in luoghi pubblici e privati. Il nuovo decreto è in vigore dal 26 ottobre, fino al 24 novembre.

Venerdì 30 ottobre i lavoratori dello spettacolo si uniscono per la protesta pacifica. La mobilitazione è nata dopo la firma del decreto, domenica stessa, e ha coinvolto, con il passare dei giorni, sempre più città. La manifestazione in piazza, denominata “L’assenza spettacolare”, è supportata da Slc Cgil Nazionale, Segreteria Nazionale FISTel – CISL, Uilcom Nazionale Uil.

Il settore dello spettacolo è fermo da quasi un anno, a causa della pandemia, e con questo ulteriore stop rischia la débâcle totale. Le maestranze del settore chiedono un riconoscimento per il grave danno economico che stanno subendo, in modo da sanare in minima parte la ferita. Il nuovo provvedimento di chiusura risulta incomprensibile, vista l’oggettiva sicurezza dei luoghi adibiti a spettacolo, con un rigido protocollo di sicurezza che prevede una capienza ridotta, una sanificazione costante e un rispetto del distanziamento, sempre indossando la mascherina.

In settimana intanto si è svolto un incontro tra i rappresentanti di “Bauli in Piazza” e il Ministro per i Beni e le attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini e il suo staff, per affrontare la grave crisi del settore degli eventi. Tra le richieste avanzate, al centro del tavolo tecnico, la proroga della cassa integrazione per i lavoratori dipendenti subordinati, la garanzia di nuovi sussidi per i lavoratori intermittenti e con partita IVA che hanno già ricevuto il bonus in primavera, e la necessità di smaltire le richieste di contributo che ancora oggi non sono state saldate.

Tali le misure proveranno a salvare l’industria creativa, che è la carta d’identità del nostro Paese.

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