I Neri per Caso nel nuovo disco di Renato Zero

Di Maria Francesca Troisi

Spunta inconfondibile la voce dei Neri per Caso nel nuovo disco di Renato Zero, “Volume due”, seconda tranche da “Zerosettanta”, il monumentale progetto dell’artista per festeggiare i suoi primi 70 anni. Tre dischi, con relaise il 30 di ogni mese, a partire dal giorno del suo compleanno, il 30 settembre.

La band salernitana trova spazio nella pungente “Troppi cantanti pochi contanti”, in cui Zero “provoca” i cantanti della nuova generazione.
“Questo brano è una carezza, non uno schiaffo. C’è un’esortazione anche al riflettere sulla scelta di fare l’artista, il musicista. La sovrappopolazione di artisti non è incoraggiante: lo sarebbe se il pensiero di far parte di una categoria è supportato dalla convinzione che abbiamo effettivamente le carte in regola per affrontare il microfono, la telecamera, piuttosto che il palcoscenico.

Bisogna sentirsi un po’ più responsabili. Il discografico vuole far correre tutti i cavalli, perché tutti gli danno il fatturato. A lui non frega niente se il ragazzo rimane deluso dal fallimento”, spiega Zero, che intravede come suoi possibili eredi Diodato e Ultimo.

Renato, nel corso della conferenza stampa, ha anche lasciato intuire la sua ammirazione per il sud e i meridionali.
“L’errore dei politici è stato quello di fare di tutta l’erba un fascio, senza posizionare la lente sulle varie condizioni del popolo italiano, che non si può omologare, perché è diverso in ogni categoria e anche ogni regione: il nord, il sud e il centro hanno infatti posizioni molto distanti.

Questa distanza l’hanno creata i politici, per amministrare le ripartizione degli aiuti e competenze, e il sud è stato lasciato al buio. Quella del sud è una popolazione che si è sempre distinta: se prendiamo lo studio, la formazione, la cultura, i meridionali negli atenei hanno fatto strike, brillando per la loro forza e risultati.

La manodopera meridionale, poi, ha fatto di Agnelli e della Fiat il colosso che conosciamo. Dobbiamo quindi tornare a considerare questa parte d’Italia completamente trascurata. Aggiungiamo poi la condizione degli extracomunitari che arrivano proprio nelle zone del sud del Paese, un altro fardello di cui si fanno carico queste regioni”.

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