I sessant’anni di Maradona

di Nicola Arpaia

Io ho la fortuna di essere napoletano perché se in tutto il mondo i bambini hanno sognato con Batman, Superman, supereroi di fantasia, quando sono stato bambino io ho sognato con un supereroe argentino che non aveva né mantello né spada, ma una maglia azzurra col numero dieci e la fantasia ce l’aveva nella testa e nei piedi. Genio assoluto del calcio, Diego Armando Maradona ancora oggi è ricordato da tutti i tifosi del Napoli e del calcio in generale come uno dei massimi geni calcistici, se non in assoluto il miglior calciatore del mondo di tutti i tempi. Nato a Lanus in una famiglia molto povera della periferia argentina, Diego Armando Maradona inizia a giocare nell’Estrella Roja, ma, nel 1970 a 10 anni entra nelle giovanili dell’Argentinos Juniors, società di Buenos Aires. Nel 1976, debutta da professionista nella prima squadra dell’Argentinos, poco più che quindicenne con le prime reti che giunsero nel novembre dello stesso anno, con una doppietta al San Lorenzo. Due anni dopo, Diego Armando Maradona diviene capocannoniere del campionato argentino con 22 marcature. Per due anni consecutivi (1979 e 1980), Maradona vince il Pallone d’oro sudamericano e nel febbraio del 1980, segnando uno dei gol più belli della sua carriera nel match contro il Deportivo Pereira. Il 22 febbraio del 1981, alla “Bombonera” il debutto di Diego Maradona con una doppietta rifilata al Talleres, match poi terminato per 4-1. Nel 1981, Diego conquista il campionato di Apertura con il Boca siglando 28 reti in 40 partite, spalancandogli le porte di uno dei club più importanti al mondo: il Barcellona. In generale Diego non scorda mai la sua esperienza al Boca, tanto da tornare a vestire i panni della squadra qualche anno più tardi. Diego è un tifoso del Boca fin da bambino. L’anno seguente, il Boca deve privarsi di Maradona, che era in prestito, ed il Barcellona si fa avanti, acquistandolo per dodici miliardi di lire. A fine stagione il Barcellona conclude quarto il campionato ma vince la Coppa del Re in finale con il Real Madrid e la Coppa de la Liga, sempre a discapito del Real Madrid, con Diego che sigla due reti, una all’andata ed una al ritorno. Nella successiva stagione (1983/84), in Coppa delle Coppe contro il Magdeburgo, Maradona mette a segno una tripletta nel 5-1 finale. Durante un infortunio che lo tiene lontano dai campi (nella partita contro l’Athletic Bilbao), il Barcellona vince la Supercoppa spagnola nella doppia finale contro l’Atletico Bilbao, ma in campionato il Barcellona chiude alle spalle di Atletico Bilbao e Real Madrid, a -1. Al Barcellona Diego non sente la fiducia della società e dei tifosi, abituati a vedere campioni vestire la camiseta blaugrana. E il Napoli fiuta l’affare: dopo mesi di trattative, Juliano e Ferlaino (che era stuzzicato in verità dall’idea di portare a Napoli l’attaccante messicano Sanchez) piazzano il colpo finale: 13 miliardi di lire per strapparlo dal Barcellona e portarlo in azzurro! Era il 5 luglio del 1984, quando alle 18.31, il pibe di Buenos Aires con i riccioli neri, appare dalla scaletta del sottopassaggio antistante la curva A, salutando: “Buonasera napoletani”.

Le prime due stagioni con gli azzurri sono una sorta di marcia di avvicinamento al primo e storico scudetto del Napoli, che arriverà nel 1987. Nella prima stagione, campionato 1984-85, Diego gioca un totale di 36 partite mettendo a segno 17 gol tra campionato e coppa Italia. Il primo gol di Maradona con la maglia del Napoli è in una gara di coppa: nel 4-1 all’Arezzo c’è anche il suo zampino con una splendida punizione. L’esordio in campionato di Maradona con la maglia del Napoli avviene nella gara di Verona, che termina con la sconfitta degli azzurri contro i futuri campioni d’Italia. In quell’occasione Maradona inizia a capire cosa significa giocare a Napoli. Il primo gol di Maradona in serie A arriva la settimana successiva, quando in casa arriva la Sampdoria. In quell’occasione l’argentino segna su calcio di rigore e la gara termina con il risultato di 1-1. Nella prima stagione di Maradona, il Napoli arriva ottavo in campionato, dopo essersi ritrovato addirittura nei bassifondi della classifica nella prima parte di stagione. Nel girone di ritorno, il cammino degli azzurri migliora e la squadra arriva nella parte sinistra della graduatoria. Nella seconda stagione in serie A, campionato 1985-86, Maradona, grazie anche all’apporto di altri giocatori acquistati e di maggior spessore rispetto ai precedenti, migliora e di molto la sua posizione finale, arrivando terzo in campionato dietro le battistrada Juventus e Roma. Per Diego 31 partite totali con 13 gol segnati tra campionato e coppa Italia. Alcune gare già quell’anno entreranno nella storia di Maradona e della società azzurra. Straordinaria la punizione di Diego contro la Juventus oppure il gol da centrocampo contro i campioni d’Italia del Verona. Il Napoli è pronto a giocarsi lo scudetto. Nel frattempo Diego vince (quasi da solo) il Mondiale di Messico ’86. Nella stagione 1986/87 il Napoli si decreta finalmente Campione d’Italia per la prima volta nella sua storia, a tre punti sulla Juventus, con mister Bianchi in panchina e anche grazie alle dieci marcature in campionato di Diego. Lo scudetto arriva matematicamente in casa contro la Fiorentina, gara che termina 1-1. Fondamentali in quella stagione la vittoria a Torino contro la Vecchia Signora e grandi prestazioni contro le big, che proiettano finalmente il Napoli in una dimensione più alta. Nella stessa stagione, il Napoli vince anche la sua terza Coppa Italia nella doppia finale contro l’Atalanta, che decreta il Napoli come unica squadra a vincere tutte le partite della Coppa Italia e una delle poche a poter vantare a quei tempi l’accoppiata Scudetto-Coppa Italia. Stagione 1987-88: nonostante Careca e Maradona, il Napoli è secondo. Nella stagione seguente, quella del 1987/88, il Napoli partecipa per la prima volta alla Coppa dei Campioni, dalla cui manifestazione esce prematuramente per mano del Real Madrid (0-2 e 1-1 al San Paolo). In campionato, il Napoli si piazza secondo, a tre lunghezze dal Milan in un finale incredibile, che vede gli azzurri sconfitti in un’epica partita al San Paolo, terminata 2-3 per i rossoneri di Sacchi. Nonostante questo, Diego diviene capocannoniere del torneo con 15 segnature (uno dei pochi e l’unico in quel momento nella storia del Napoli ad aver raggiunto il titolo di miglior cannoniere del campionato).

Nella stagione 1988/89, nella doppia sfida di Coppa Uefa contro lo Stoccarda (and. 2-1 con rete di Maradona su rigore e 3-3 in Germania), il Napoli alza la Coppa, mentre in campionato giunge secondo, a -11 dall’Inter dei record. Nella stagione 1989/90, il Napoli riconquista il titolo nazionale (+2 sul Milan) con un Maradona che inizialmente non voleva scendere in campo, tanto da scappare in Argentina. Ma alla fine torna e trascina con prestazioni incredibili il Napoli allo scudetto. Straordinaria ad esempio la prestazione offerta contro la Juventus al San Paolo, con uno dei gol su punizione più belli di Diego (dopo qualche anno da un’altra perla datata 1985-86). La stagione 1990/91, il Napoli inizia bene conquistando la Supercoppa italiana ai danni della Juventus (5-1). In Coppa dei Campioni, il Napoli non va oltre il secondo turno, uscendo ai rigori per mano dello Spartak Mosca. Termina qui la carriera del Pibe de Oro al Napoli e in pratica i successi degli azzurri nella loro storia. I gol di Maradona col Napoli sono stati 115 in 259 partite nell’arco di sette stagioni con la maglia azzurra, collocandolo al momento come terzo nella classifica di tutti i tempi dei bomber del Napoli, superato nelle ultime due stagioni da Marek Hamsik e Dries Mertens.

Maradona al Siviglia e Newell’s Old Boys
Dopo un anno e mezzo dalla squalifica per doping, Maradona ritorna in Spagna, col Siviglia, dove segna 5 reti in 25 match. Dopo la breve esperienza col Siviglia, Maradona rientra in patria e firma con il Newell’s Old Boys. Il 31 ottobre 1993, il giorno dopo il suo compleanno, Diego torna a giocare con la sua amata nazionale contro l’Australia (1-1), match valido per la qualificazione ai mondiali di Usa 1994. Il 12 febbraio 1994, Maradona scioglie il contratto con il Newell’s. Dopo qualche anno Diego riparte dal Boca Juniors, dove chiude la carriera di calciatore.

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