De Luca: “La battuta sulla bambina che vuole andare a scuola è stata fraintesa”

Foto Roberto Monaldo

Di Maria Francesca Troisi

Durante la consueta diretta del venerdì, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca si è lasciato andare (come suo solito) a battutine comiche da attore consumato.
Soffermandosi sulla chiusura delle scuole, De Luca ha riportato un’intervista televisiva alla mamma di una bambina.”Mi capita di vedere un’intervista a una mammina con una bella mascherina di tendenza e con gli occhi ridenti e fuggitivi – è il suo esordio ironico.

“Il giornalista gli ha chiesto cosa pensasse della chiusura delle scuole, e lei ha risposto: “La mia bambina è venuta da me piangendo e mi ha detto:‘’Mamma io voglio andare a scuola per imparare a scrivere”.
Credo che sia l’unica bambina d’Italia che piange per andare a scuola e l’unica bambina al mondo che dà pure la motivazione: imparare a scrivere, perché le mancano la grammatica, la sintassi, gli endecasillabi. Questa povera figlia evidentemente è una ogm, è stata cresciuta dalla mamma con il latte al plutonio”.

Questa volta il sarcasmo del Governatore non è piaciuto al popolo social, che l’ha attaccato duramente.
Oggi De Luca risponde alle critiche: “In relazione alla diretta Fb di ieri, qualcuno ha interpretato una mia battuta come non rispettosa verso le mamme costrette a fronteggiare le chiusure scolastiche. Sinceramente non c’è nulla di più lontano dal mio pensiero. Premesso che abbiamo fatto di tutto per mettere in sicurezza le scuole, ho inteso solo richiamare tutti a legare ogni valutazione alla realtà del contagio nelle scuole. E ho inteso richiamare il Governo all’obbligo di dare immediatamente una mano, in aiuto alle tante mamme per le quali vi sono difficoltà.

Sono l’unico ad aver fatto una battaglia per estendere il congedo parentale alle mamme che non hanno alternative per i loro bambini. Dunque, non solo comprensione piena e solidarietà, ma anche un impegno concreto a dare un aiuto vero, non a parole.
Nella diretta poi, ho anche inteso polemizzare con alcuni organi di informazione, con chi non spiega nei servizi, quali sono i dati oggettivi e non ignorabili del contagio. Dunque, nessun equivoco: solidarietà piena soprattutto alle mamme e impegno concreto, non a parole, a dare loro una mano in un momento così difficile”.

È chiaro che la colpa è sempre degli altri, che “non capiscono”, quando in realtà basterebbe “semplicemente” chiedere scusa.
Chiedere scusa, cose da Uomini. Appunto.

Rispondi