Braccio di ferro con le Regioni, il Dpcm slitta a martedi

Non più domani sera. Ma con molta probabilità il nuovo Dpcm slitta a martedì. Il governo lavora non stop per definire il provvedimento che introduce nuove restrizioni per il contenimento del Covid.

Il braccio di ferro è con le Regioni che chiedono provvedimenti nazionali, rispetto alla linea Conte che prevede lockdown localizzati e mirati. “È evidente che, una volta verificato l’impatto delle misure già adottate sulle curve del contagio, ulteriori azioni di contrasto al virus dovranno a loro volta essere uniformi – spiega su Facebook il presidente della Lombardia, Attilio Fontana -. Una serie di interventi territorio per territorio, polverizzati e non omogenei, sarebbero probabilmente inefficaci e anche incomprensibili ai cittadini, che già oggi sono disorientati”.Con i dovuti distinguo, sulla stessa lunghezza d’onda è anche Stefano Bonaccini, che proprio poco prima della riunione ha scoperto di aver contratto il coronavirus, ma senza sintomi. “Più ci sono misure nazionali più diamo un senso di uniformità. Meglio qualche misura più restrittiva oggi per evitare di intervenire ogni settimana”, questo il concetto del governatore dell’Emilia Romagna. Mentre per Luca Zaia un “lockdown generalizzato non è sostenibile e non serve”, dice ai ministri degli Affari regionali e della Salute, portando ad esempio il suo Veneto: “La maggior parte sono asintomatici e la sanità è assolutamente sotto controllo”. Ma c’è anche chi, come Massimiliano Fedriga, sottolinea anche un altro aspetto: “Le misure nazionali che prenderemo devono trovare equità economica tra diverse categorie per evitare tensioni sociali”. Il dibattito politico c’è, ma la cosa più importante è che nelle prossime 24-48 ore si chiuda”, ammette Nicola Zingaretti. Il segretario del Pd e governatore del Lazio conferma che l’esecutivo e gli enti locali sono al lavoro per scongiurare la “misura estrema del lockdown” (anche se non vede questo rischio al momento), ma “le regole devono essere legate anche al tasso di contagio dei territori”.

Anche De Luca è per provvedimenti nazionali: “La logica dei singoli territori non ha senso perche’ l’epidemia e’ diffusa e le differenze dei territori hanno un ritardo di tre giorni”, ha detto il governatore della Campania.

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