Dpcm: si lavora per misure nazionali e locali. Bufera Toti.

Di Maria Francesca Troisi

“In queste 48 ore costruiamo insieme il Dpcm su due orizzonti: misure nazionali e locali”. L’ha detto questa mattina il ministro della Salute Roberto Speranza, al vertice del Governo con le Regioni. Speranza ha ribadito la necessità di nuove misure restrittive per combattere l’impennata di contagi da Covid.

“La convivenza col virus senza misure restrittive non sta reggendo, in lockdown sono arrivati Francia e Gran Bretagna, con ottimi servizi sanitari, si sono aggiunti anche Belgio, Austria e Portogallo. Abbiamo una disponibilita’ di terapia intensiva maggiore di marzo e non abbiamo necessita’ di rincorrere materiali in giro per il mondo – aggiunge – ma dobbiamo oggi abbassare la curva dei contagi”.

Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, e Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia- Romagna, sono coesi nel chiedere misure nazionali, e non limitate ai territori.

“D’accordo con Bonaccini su misure nazionali per dare segno di unita’ dei livelli istituzionali. Sconcertante che su scuola si fanno dichiarazioni ideologiche scollegate da dati scientifici”. È quanto afferma Vincenzo De Luca, nel corso della riunione di questa mattina con i ministri per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, e della Salute, Roberto Speranza, insieme alle Regioni.

“La logica dei singoli territori non ha senso perchè l’epidemia è diffusa e le differenze dei territori hanno un ritardo di tre giorni – prosegue.
Serve muoversi in maniera unitaria. Differenziazioni territoriali porterebbero a reazione diverse in Campania che non sarebbero capite, e sono improponibili perche’ i livelli di controllo non esistono.

Il 60 per cento dei positivi in Campania erano in area metropolitana di Napoli (asl 1 2 3), abbiamo vietato la mobilita’ tra comuni ma non ci sono i controlli; abbiamo alcune zone rosse ma abbiamo deciso con i prefetti di presidiare le zone centrali”, conclude il Governatore campano.

Il nuovo Dpcm sarà approvato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nei prossimi giorni, presumibilmente già domani, e potrebbe includere la chiusura di parrucchieri e centri estetici, riduzione degli orari per i negozi, limitazioni bar e ristoranti, chiusura centri commerciali nel weekend e limitazione agli spostamenti regionali, che dovranno essere comprovati da esigenze di lavoro, salute o urgenze da giustificare con apposite autocertificazioni.

Con queste misure si ha chiaramente necessità di risorse aggiuntive che vadano ad aggiungersi a quelle stanziate dal governo con il decreto Ristori.

Intanto il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti è finito nella bufera per un suo tweet. “Per quanto ci addolori ogni singola vittima del Covid19, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate”.

Immediate le reazioni di indignazione sui social: si chiede a gran voce le dimissioni del Governatore ligure. Mentre arriva una rettifica del suo staff, Toti rilancia un chiarimento su Facebook: “Cari amici, sta girando un mio tweet su cui vorrei chiarire due concetti e, innanzitutto, chiedere scusa se ha offeso qualcuno poichè non rappresenta minimamente il mio pensiero.

La frase è stata estrapolata da un concetto più ampio e mal interpretata a causa del taglio erroneo su Twitter di un mio post. Non a caso su Facebook, dove il testo e’ stato pubblicato integralmente, le stesse frasi non hanno creato il medesimo scalpore.

Bisogna proteggere gli anziani. Il cinico e’ chi non lo fa. Il fatto che le persone oltre i 75 anni siano in pensione consente loro di proteggersi senza per questo dover fermare l’economia del Paese”.

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