Nessun ospedale “Covid free”, così si infettano anche i sani. Lo stesso errore della Lombardia.

di Adriano Rescigno

“O Covid, o morte”. Dinanzi l’epidemia da Coronavirus le altre patologie sembrano essere state tutte debellate altrimenti non si spiega il perchè di trasformare ogni singolo ospedale in “covid center” o addirittura spostare interi reparti per combattere una singola patologia (basta guardare la rianimazione di Cava de’ Tirreni il cui personale è stato spostato al Covid center “Da Procida”, e la stessa operazione folle stava per accadere alla Torre Cardiologia di Salerno). E gli altri? In provincia di Salerno solo il “Nocito” di Mercato San Severino è nosocomio “covid free”, e si sta commettendo lo stesso errore della Lombardia nello scorso inverno. Malattie cardiovascolari, le chirurgie, la lotta ai tumori, tutto dimenticato. L’errore dunque è quello di non creare ospedali modulari stile Wuhan oppure utilizzare strutture già esistenti da dedicare ai tutti i pazienti non Covid che attualmente condividono le strutture con quelli contagiati, venendo da se il fatto che il contagio è ad un passo e vai con il tango dell’aumento dei contagi. Basta recarsi al pronto soccorso dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno per avere contezza della portata del caos imperante nella gestione delle strutture ospedaliere, sulle quali è stato scaricato ancora una volta il peso della gestione della malattia venendo meno le Asl e le reti territoriali dei medici di base – guardiamo ancora una volta Cava de’ Tirreni dove capo, vice e vice del vice sono malati e nessuno tiene le redini della situazione – che dovevano essere il frangiflutti per la seconda ondata. Ma in tre mesi, cosa si è fatto? Niente. Aggiungendo anche il fuggi fuggi dal potere di firma dei dirigenti sanitari che scaricano tutto sulla Regione e su un governatore che conosce soltanto, a questo punto, la parola “chiudere”. Ricapitolando: fuga dal potere di firma; nessun ospedale “Covid free” dove convogliare i pazienti non contagiati; caos nei pronto soccorso dove tutto si mescola; assenza delle Asl e lentezza dei medici di base; aggiungendo la mancanza cronica di anestesisti. Questa la realtà che impera e come si cerca di porre riparo? Arruolando medici neo laureati, privi dell’esperienza della trincea, nelle ultime ore, altri sicuri contagi. Tutto questo si poteva evitare facendo formazione a maggio quando si pensava che il peggio fosse alle spalle, preparandosi, non facendo dirette show oppure permettendo una campagna elettorale in assoluto relax salvo qualche richiamo all’ordine di facciata. Napoli, o meglio, l’entroterra napoletano è collassato, i contagi sono un fiume in piena con i pazienti dirottati su Salerno dove rappresentano il 25% del totale dei posti letto occupati e benedetto il Signore le cure sono di eccellenza e vengono salvati. Alla lista delle assenze precedenti si aggiunge anche l’assenza dalla trincea dei policlinici; insomma, la Campania è ridotta in condizioni pessime con decisioni che tardano ad arrivare e sceriffi ormai senza pistola costretti a barricarsi in casa per evitare ormai solamente la catastrofe in cui nemmeno una rete di pronti soccorso regionale si è allestita per salvare le emergenze non covid. Insomma, quanto e cosa bisogna attendere?

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