“Ristori” e polemiche:Ecco cosa prevede il decreto economico per le categorie “colpite”

di Andrea Bignardi

Fornire un supporto in termini monetari alle imprese colpite dalle restrizioni economiche durante la seconda ondata del Covid-19. È questo l’obiettivo che si pone il decreto Legge “Ristori” controfirmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso 29 ottobre e che attende la conversione in legge in seguito alla sua discussione da parte del Parlamento. Numerose sono le misure che si prospetta di mettere in campo per stimolare una ripresa dell’economia in vista di un previsto nuovo arretramento del prodotto interno lordo previsto per il quarto trimestre. Le imprese dei settori oggetto delle nuove restrizioni (attività di bar, ristorazione, imprese operanti nel settore della cultura, dello spettacolo e degli eventi in generale, qualificate ovviamente da specifici codici Ateco) riceveranno contributi a fondo perduto con la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34). La platea dei beneficiari includerà anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10 per cento del calo del fatturato). Potranno presentare la domanda anche le attività che non hanno usufruito dei precedenti contributi, mentre è prevista l’erogazione automatica sul conto corrente, entro il 15 novembre, per chi aveva già fatto domanda in precedenza. L’importo del beneficio varierà dal 100 per cento al 400 per cento di quanto previsto per i contributi di cui al decreto rilancio, e sarà differenziato sempre in base al tipo di attività esercitata: un contributo identico spetterà a tassisti e noleggiatori di auto con conducente, un indennizzo del 150% spetterà, invece, tra le altre, ad attività di bar e pasticcerie, del 200% a produttori cinematografici e ristoratori, mentre i titolari di discoteche e night club, chiusi già da agosto, dovrebbero poter fruire di un contributo in ammontare pari al 400% di quanto fruito in primavera. Una nuova proroga anche per la cassa integrazione: grazie ad un intervento da 1,6 miliardi complessivi, vengono infatti disposte ulteriori 6 settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all’emergenza COVID- 19, da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche. È prevista un’aliquota contributiva addizionale differenziata sulla base della riduzione di fatturato. La Cassa sarà gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per coloro che hanno avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni. Per quattro mesi, e fino al più a maggio del 2021, saranno invece esonerati dal versamento dei contributi previdenziali i datori di lavoro che abbiano ridotto sensibilmente la propria attività a causa dell’emergenza Covid. L’esonero è parziale (50% dei contributi) per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%; totale (100%) dei contributi previdenziali per i datori che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%. È inoltre esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre il credito d’imposta sugli affitti, ed allargato alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro che abbiano subito un calo del fatturato del 50%. Il relativo credito è cedibile al proprietario dell’immobile locato. Altra agevolazione è data dalla sospensione della seconda rata Imu (quella di dicembre) per gli immobili i cui titolari sono gli esercenti delle attività colpite dalle restrizioni. Indennità di mille euro “a pioggia” per i lavoratori intermittenti del mondo dello spetta- colo, , di 800 per i lavoratori del settore sportivo, stanziamenti di fondi per associazioni e società sportive dilettantistiche oltre che per agenzie di viaggio, tour operator e filiere dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura tra le altre misure previste. Prevista, inoltre, l’erogazione di due mensilità del reddito di emergenza per tutti coloro che ne avevano già diritto e a chi nel mese di settembre ha avuto un valore del reddito familiare inferiore all’importo del beneficio.

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