Tribunale di Nocera: un giudice, 2400 cause, l’ultimo rinvio al 2024. L’avvocato Russo: «Diritto di difesa mortificato»

di Adriano Rescigno

l’avvocato Antonio Russo

«Oggi più che mai va tutelata la professione degli avvocati». «Questa mattina cercherò un dialogo con il presidente del Tribunale ed informerò l’Ordine degli avvocati. Non è possibile andare avanti così, chi è deputato al controllo, cosa fa?». La vicenda ha del paradossale soprattutto se principia “visto il tema misure urgenti in materia di sostegno al lavoro ed economia”, e vede coinvolta la giudice Jone Galasso del Tribunale di Nocera Inferiore che è subentrata un anno fa alla collega, ereditandone gli arretrati, Cappiello. La causa in oggetto, le cui conclusioni sono state rimandate al 2024, tratta della liquidazione di quote societarie in favore degli eredi della titolare venuta a mancare, come spiega l’avvocato Antonio Russo di Cava de’ Tirreni. «Solo per celebrare la prima udienza ci sono voluti 2 anni, in periodo pre Covid se ne celebra un’altra e ieri mattina si è tenuta un’udienza con il metodo dei pre verbali e con la lettura del giudice sarebbe dovuto arrivare anche il provvedimento. Provvedimento che non è arrivato, con relativo rinvio al 2024 in quanto la giudice ha da smaltire 2400 procedimenti pendenti». «Veniamo rimandati al 2024 dunque – continua l’avvocato – per una precisazione delle conclusioni che è l’ultima delle udienze in materia di procedura civile, un qualcosa di impensabile visto che come si legge, il provvedimento deve essere assunto a sostegno del lavoro e dell’economia. Ed in 70 giorni di lockdown cosa è stato fatto?», si interroga l’avvocato. «Nella mattinata di oggi cercherò di avere immediatamente un incontro con il presidente del Tribunale per esporre la problematica ed investirò della vicenda l’Ordine degli avvocati visto che viene leso platealmente il diritto di difesa con l’articolo 24 della Costituzione. La lentezza della giustizia lede tutte le parti in causa ed in tempi così difficili non possiamo permetterci situazioni simili, con tribunali al collasso, colleghi esasperati e regolamenti di prevenzione poco chiari. La professione dell’avvocato, oggi più che mai, va tutelata».

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