L’abbraccio dell’Italia a Gigi Proietti

di Maria Francesca Troisi

“Che dobbiamo fa’? La data è quella che è, il 2 novembre”. Con un ultimo colpo di teatro, Gigi Proietti ci lascia nel giorno del suo compleanno, il 2 novembre, data su cui aveva sempre ironizzato. “Figlio” di Roma, Proietti ha saputo farsi amare dall’Italia intera. Artista eclettico e completo, in oltre 50 anni di carriera ha donato al pubblico tutto sé stesso.

L’attore era ricoverato da una quindicina di giorni, per problemi cardiaci. Le sue condizioni si sono aggravate nella sera del primo novembre. Alla notizia della sua scomparsa, tutto il Paese si è stretto attorno al ricordo del suo “mandrake”. Dalla gente comune ai colleghi artisti, dalla politica al mondo dello sport, i messaggi di cordoglio e gli omaggi si sono rincorsi per tutta la giornata. Anche Salerno ha salutato il Maestro, proiettando la sua foto e una scritta, “ciao Gigi”, a Piazza Portanova. Nel giorno dei suoi funerali, 5 novembre, a Roma è stato proclamato il lutto cittadino. Il pubblico ha potuto seguire le esequie in tv, salutando per l’ultima volta il grande artista.

Gigi Proietti ha saputo interpretare il comico e l’impegnato, l’alto e il basso, con una grandezza artistica e una grandezza umana senza pari. Cabarettista, comico, doppiatore, ha prestato la voce a star come De Niro, Stallone e Dustin Hoffman. Regista di teatro (di cui è stato tra i massimi esponenti), ma anche di opere liriche, ha lavorato in una cinquantina di film, al servizio dei più grandi registi italiani. Direttore artistico di palcoscenici importanti a Roma, come il Brancaccio (che si chiede di intitolare alla sua memoria), e negli ultimi 17 anni, del Globe Theatre a Villa Borghese, da lui creato e a lui dedicato, dopo la sua scomparsa.

Proietti conosce la popolarità con il film-cult “Febbre da cavallo” (1976), in cui interpreta Mandrake. Ha spaziato tra varietà (come non ricordare “Fantastico”) e fiction, insidiandosi nel cuore del pubblico con il ruolo più amato, quello di Giovanni Rocca, nella popolarissima fiction “Il Maresciallo Rocca”, targata anni ’90. Cantante di talento, ha partecipato anche al Festival di Sanremo nel 1995, con Peppino di Capri e Stefano Palatresi. È stato un punto di riferimento per tanti che volevano intraprendere il percorso della recitazione, con la sua scuola. Da lui hanno affilato le “prime armi” Enrico Brignano, Giorgio Tirabassi, Flavio Insinna (e tanti altri). Con lui se ne va uno degli ultimi grandi artisti del secolo scorso. Con lui se ne va l’ultimo “re di Roma”. “A te gli occhi Gigi, please”. A te tutto “er core”.

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