Lungomare a Salerno chiuso a intermittenza. Provvedimento inutile e dannoso

Di Maria Francesca Troisi

De Luca “ordina”, Vincenzo Napoli esegue. Il Presidente della Regione Campania chiede ai sindaci dei Comuni della regione di chiudere i centri storici e il lungomare durante il weekend.
Così a Salerno, da questo fine settimana, e fino al 3 dicembre, per volere del primo cittadino sono chiusi alcuni tratti del lungomare. Alcuni sì, non è un nostro errore di battitura.
Ci sono varchi aperti per consentire alle attività di lavorare, e chiusura delimitata dell’area solo fino a Piazza della Concordia. E il resto della “passeggiata”? Tutto come prima. Si può circolare, correre, fare capriole (volendo).
Il provvedimento dunque è solo di “facciata”, ed è anche dannoso, perché chiude soltanto la zona più grande di passaggio. Se questo era un modo per evitare assembramenti, paradossalmente rischia di avere proprio l’effetto contrario. Capiamoci, non siamo in rigido lockdown, le persone possono uscire (fino all’orario di “coprifuoco” serale). Non è mettendo il cartellino “chiuso” su una limitata area che si impedisce o limita la circolazione.
L’effetto di questo provvedimento rischia dunque di portare le persone a sovraffollare altre aree cittadine. La questione è stata sollevata sia da maggioranza che opposizione, contrarie alla scelta del sindaco.

Anche Pessolano (di Italia Viva), il primo ad aver suggerito al sindaco di chiudere il lungomare durante il lockdown, è ora di parere opposto: “In quella fase i salernitani dovevano restare tutti a casa. Ora, invece, dove vanno le persone? O si chiude, oppure è assurdo togliere uno spazio aperto. Capisco l’inibizione del solarium e della Villa Comunale, che è senza controlli, ma il lungomare ha tre corsie ampie e spazi aperti, invece strade come via Roma e il Centro Storico sono più anguste e lì si possono creare davvero dei pericolosi assembramenti”.

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