La virologa Anna Longanella spiega le dinamiche della realizzazione del vaccino anti-Covid da parte della Pzifer.

Si riaccende la speranza di una fine veloce per la pandemia da Covid-19: la casa farmaceutica Pzifer ha reso pubblico che il suo vaccino, realizzato in collaborazione con BioNTech, garantendo per ora un’efficacia nel 90%. Per capire le dinamiche dietro la realizzazione di questo vaccino e, la relativa distribuzione ci siamo rivolti alla dottoressa Anna Longanella, specialista in Microbiologia e Virologa.

«Il vaccino anti Covid sviluppato dalle aziende Pfizer e BioNTech si basa su una delle tecnologie più innovative e avanzate, adottata anche da altre due grandi aziende in corsa: la tedesca Curevac e l’americana Moderna che, nella ricerca sul vaccino contro la pandemia, collabora con l’Ente statunitense di ricerca sulle malattie infettive, il Niaid diretto da Anthony Fauci, e con con la Coalion for Epidemic Preparedness Innovation (Cepi). Tutti e tre i vaccini stanno affrontando la terza e ultima fase della sperimentazione clinica e tutti e tre sono vaccini a Rna.Vaccini di questo tipo utilizzano la sequenza del materiale genetico del nuovo coronavirus, ossia l’acido ribonucleico (Rna), il messaggero molecolare che contiene le istruzioni per costruire le proteine del virus». «Utilizzare l’Rna – continua la virologa – messaggero (mRna) è stata una scelta dettata dall’esigenza di riuscire a produrre vaccini in breve tempo, ottenendo una risposta immunitaria ottimale.L’obiettivo è somministrare direttamente l’mRna che controlla la produzione di una proteina contro la quale si vuole scatenare la reazione del sistema immunitario. Nel caso del virus responsabile della pandemia la proteina è la Spike.La proteina Spike è stata una delle prime a essere individuata, è ben nota e si è osservato che il sistema immunitario umano è in grado di riconoscerla.

La dottoressa Anna Longanella

Non appena questo avviene, le difese dell’organismo stimolano la produzione di cellule B, che producono anticorpi, e di cellule T, specializzate nel distruggere le cellule infette. L’italia avrà un minimo di 27,2 milioni di dosi del vaccino Pzifer-BioNTech riservati alla UE. Il piano dei vertici Europei è di distribuirlo rapidamente e ovunque in Europa; un piano che dovrebbe scattare entro i primi tre mesi del 2021 visto che per la distribuzione in Europa servirà prima il via libera dell’Ema, l’Agenzia Ue dei farmaci, che aspetta ancora il dossier con i dati clinici sulla sicurezza e sull’efficacia», conclude. La vittoria in questa dura lotta sembra dunque essere ad un palmo.

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