L’ospedale di Castiglione ritorna all’Asl. Problemi per il plesso di Cava.

di Adriano Rescigno

La Giunta regionale della Campania delibera la modifica al decreto del commissario ad acta n.103 del 28.12.2018, in breve sostanza l’ospedale di Castiglione di Ravello ritorna all’Azienda Sanitaria Locale. La considerazione della Giunta guidata dal presidente Vincenzo De Luca, che ha deliberato in tal senso, si argomenta così: «Il presidio ospedaliero Italia Giordano di Castiglione di Ravello è dotato di soli 20 posti letto di Medicina Generale ed è allestito anche allo scopo di garantire prestazioni ambulatori alla popolazione che insiste in un territorio non agevolmente collegato con le altre strutture ospedaliere, pertanto ha una configurazione che lo rende più idoneo ad essere gestito nel contesto di una Asl piuttosto che essere funzionalmente collegato ad una Azienda Ospedaliera Universitaria oggi anche strategica nel nuovo piano regionale di riorganizzazione e potenziamento della rete ospedaliera campana per la gestione dell’emergenza da Covid-19». Si tratta dunque di una mancanza di funzionalità alla lotta al Covid nella quale, sotto il vessillo del Ruggi sono accorpati il San Leonardo, il Fucito di Mercato San Severino e il Da Procida sempre di Salerno che da qualche settimana ha ricevuto il personale della Rianimazione di Cava impiegato per fronteggiare il Covid sguarnendo però anche se temporaneamente, il nosocomio metelliano.

Nosocomio metelliano che al momento presenta più barellieri che pazienti essendo consentito l’accesso solo a pazienti onco-ematologici, dializzati, in terapia Tao e coloro i quali hanno una ricetta ad alta priorità rilasciata dal medico di famiglia. La speranza del personale medico-infermieristico e della città è che l’ospedale, come quello di Ravello, rientri al più presto all’interno della rete Asl con la riapertura di tutti i reparti e che il “temporaneamente” dello spostamento della Rianimazione non sia definitivo.

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