Carenza di ossigeno, da Napoli a Salerno per una bombola

di Andrea Bignardi

Episodi di emigrazione sanitaria da Napoli e dai comuni dell’hinterland verso le farmacie salernitane, in particolare della zona orientale. Il picco di segnalazioni è riferito allo scorso fine settimana, ma continuano a pervenire richieste anche negli ultimi giorni.


L’emergenza ossigeno nel napoletano lambisce anche la città di Salerno. A causa dell’avanzare dell’epidemia e dell’incremento esponenziale del numero dei contagi, nonostante le terapie intensive siano ancora sufficientemente libere (stando ai dati dell’Unità di Crisi, che indicano una percentuale di saturazione del 27%, ancora entro i livelli di guardia del 30% fissato dal Ministero della Salute), sono numerosi i pazienti che, pur essendo in isolamento domiciliare, necessitano di un’assistenza respiratoria a base di ossigeno puro, somministrato in bombole. Nonostante in Campania non manchino ditte produttrici di ossigeno con scopi medicali (una di esse, la Magaldi, ha sede proprio a Salerno, alla zona industriale), a scarseggiare sono le bombole vuote, da destinare al riutilizzo per la somministrazione della terapia necessaria per i pazienti Covid. Questo implica una ricaduta a cascata sulle farmacie, che non hanno più a disposizione questo prezioso dispositivo medico necessario a salvare tante vite e ad impedire ricoveri non necessari. Di fronte alla richiesta abnorme registrata nel capoluogo e nell’hinterland napoletano, non sono mancati cittadini partenopei che hanno scelto di telefonare alle farmacie del capoluogo per tentare poi di mettersi in auto alla volta di Salerno per reperire bombole di ossigeno per i propri cari. Una situazione che, stando alle testimonianze riportate da due farmacie della zona orientale, si sarebbe verificata in alcuni episodi soprattutto nello scorso fine settimana, nelle giornate di sabato e domenica. “Abbiamo ricevuto richieste di bombole di ossigeno da parte di clienti provenienti da Napoli e provincia, ma si è trattato di casi comunque tutto sommato limitati e non si è potuto parlare di assalto – commentano dall’ufficio amministrativo di una di esse – Il picco di richieste si è raggiunto nello scorso weekend ma negli ultimi giorni comunque continua ad arrivare qualche telefonata”. Il problema principale, più che la penuria di ossigeno, è rappresentato dalla carenza dei “vuoti” che in molti casi non sono stati riconsegnati, come da prassi, alle farmacie, mandando in tilt l’intero sistema dell’approvvigionamento e della distribuzione, soprattutto a fronte di una domanda che purtroppo risulta sempre in crescita e ben al di sopra degli standard ordinari. Il problema, in ogni caso, sembra colpire comunque a macchia d’olio la città d’Arechi: in un’altra farmacia poco distante sarebbe stata soltanto una la richiesta di bombole proveniente dalla zona partenopea. Un fenomeno non allarmante ma che va certamente preso in considerazione, e che comunque può rappresentare una spia relativa alla criticità che si riscontra nella gestione del Covid in alcune zone della Regione, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza domiciliare dei pazienti sintomatici.


Rispondi