De Luca Vs Di Maio: “Sciacallo. Lo sfido a un dibattito Tv”

Di Maria Francesca Troisi

La Regione Campania si avvia a diventare zona rossa. Mentre questa possibilità si va concretizzando, il governatore Vincenzo De Luca mette in piedi l’ennesima conferenza stampa-show, spendendo parole pesanti nei confronti di Luigi Di Maio e De Magistris, e altri coinvolti nella sua tesi di sciacallaggio mediatico sulla regione.

“Abbiamo alle spalle una settimana di grande confusione, non sono mancati gli atti di sciacallaggio e di chi continua a sporcare l’immagine di Napoli e della Campania – è l’esordio di De Luca.
Oggi i dati per quanto riguarda l’aspetto sanitario sono: 3900 nuovi contagi, con una percentuale di positivi su 25mila tamponi del 16,5 %. Da 3/4 giorni la percentuale dei positivi sui tamponi scende leggermente. Abbiamo, per le terapie intensive, 190 ricoverati su 650 posti di terapia intensiva disponibili, cioè il il 27% di occupazione delle terapie intensive. Stiamo inoltre completando il lavoro informatico per quanto riguarda i tamponi, e i risultati del tamponi: il 70% dei cittadini riceve sul proprio cellulare, entro 24 ore, il risultato del tampone. Ad oggi la Regione Campania rimane la regione con il tasso più basso di mortalità Covid”.

Continua: “Facciamo chiarezza, in questi due mesi abbiamo avuto uno scontro di linea in relazione al contagio. La posizione della regione Campania era di chiudere tutto ad ottobre: questo ci avrebbe fatto stare tranquilli a Natale. Il Governo ha deciso di fare un’altra scelta, iniziative progressive a seconda dell’aumento del contagio, una scelta sbagliata che ha fatto perdere almeno due mesi preziosi, con un incremento dei contagi e decessi. Il Governo ha deciso di tenere aperte le scuole: adesso le hanno chiuse, facendo quello che la Campania ha fatto un mese fa, e nessuno ha chiesto scusa per i contagi in più nelle scuole. Abbiamo avuto l’Italia divisa in zone e moltiplicazioni di conflitti tra territori e categorie economiche, derivanti dalla scelta del Governo. In tutto questo è mancato il coinvolgimento pieno di tutte le forze di polizia e dell’esercito italiano, per il controllo del territorio. La cosa intollerabile è che quelli che hanno banalizzato il problema sembra che oggi siano diventati rigoristi”.

De Luca ricorda tutte le ordinanze approvate finora: “A maggio ho approvato un’ordinanza che vietava alcolici dopo le 22, per bloccare e controllare la movida. Il comune di Napoli ha preso un provvedimento contrario all’ordinanza regionale, con il quale autorizzava la vendita di alcolici fino alle 3 di notte.
Il 12 agosto, unica regione d’Italia, abbiamo reso obbligatorio il tampone per chi veniva dall’estero; il 23 settembre abbiamo reso obbligatorio l’uso della mascherina all’esterno, il Governo è arrivato invece dopo 2 settimane.
Il 24 settembre abbiamo riaperto le attività scolastiche con un’ordinanza che rendeva obbligatori i test scolastici e cominciato le vaccinazioni per l’influenza il primo ottobre.

Il 4 ottobre sono stato a Roma a parlare con il Ministro dell’Interno per chiedere il rafforzamento del territorio; il 15 abbiamo chiuso le scuole, ricevendo offese dal Governo. Abbiamo poi fatto richiesta formale di invio di forze dell’ordine e dell’esercito che abbiamo fatto venire in Campania già a marzo/aprile. Il 20 ottobre abbiamo verificato che c’era ancora difficoltà ad Arzano, già zona rossa. Abbiamo deciso il divieto di spostamento tra provincia a provincia, e chiusura delle attività alle 23, con divieto della mobilità delle persone dal giorno 23 stesso. Il 23 ottobre a Napoli c’è stata la guerriglia, perché avevamo preso questa misura preventiva. Da sempre insomma la Campania ha applicato misure di rigore, più degli altri”. Continua: “Il 25 abbiamo messo in zona rossa Marcianise e Orta di Atella, e siccome non c’erano le forze di polizia sufficienti, non abbiamo messo in zona rossa altre città”.

Lo sciacallaggio sulla sanità campana, secondo De Luca: “Hanno cominciato a mostrare le file di macchine davanti a Napoli 1 per i tamponi, senza dire che arrivavano senza prenotazioni.
La scorsa settimana, va detto, è iniziata con un episodio che ha determinato una svolta dell’opinione pubblica per la nostra regione. Abbiamo visto il Lungomare di Napoli dove si passeggiava allegramente, senza ombra di un controllo rigoroso. Quello era un assembramento vietato dalla legge. Questo ha determinato una spinta a chiudere tutto: quelle immagini motivano una zona stra-rossa, sono vergognose.
Sapete chi avrebbe dovuto decidere, ma era impegnato a fare il giro delle televisioni per farsi pubblicità? Abbiamo avuto sindaci coraggiosi e responsabili e altri che erano preoccupati di fare il giro delle televisioni”, è la sua stoccata a De Magistris.

“Lunedì scorso ci sono stati i dati delle regioni, che collocavano la Campania in zona gialla. Per mezza Italia, Napoli e la Campania doveva essere zona rossa. Ho invitato a controllare i dati, perché non abbiamo problemi. Sono arrivati gli ispettori per visitare gli ospedali, e non i dati, come si è fatto passare: non c’è alcuna indagine nei confronti della Campania. Tutto questo polverone è accaduto perché il Governo non ha chiarito in maniera semplice che la classificazione derivava dai dati, e non da noi. Poi abbiamo avuto le immagini ferme davanti ai pronto soccorso, che ci sono in tutta Italia. Ancora, è arrivata la storia dell’esercito e dell’ospedale da campo, ma noi non abbiamo chiesto niente. Il problema non è l’ospedale, è il personale che manca. Hanno mandato in Campania, dalla seconda ondata, soltanto 7 anestesisti. Credo che sarà approvato, in giornata di oggi, un bando della Protezione Civile dedicato alla Campania, per selezionare gli anestesisti”, aggiunge.

“Poi c’è stato l’episodio drammatico del Cardarelli. Il direttore generale ha fatto l’esposto alla Procura della Repubblica. Dopo il decesso scopriamo che c’è stato questo signore di 30 anni, che non doveva essere nemmeno ricoverato, che mentre gli infermieri andavano a prendere una lettiga, ha avuto lo stomaco animalesco di girare un video. Questo ha scatenato un altro episodio di sciacallaggio. Napoli e la Campania non possono non essere il peggio del peggio. Se non siamo il peggio del peggio c’è chi sta male in Italia e pure a Napoli”. Sottolinea ancora: “Se il Governo prende ora misure di rigore, il mio commento è ‘meglio tardi che mai’.

Continua: “Due considerazioni politiche: alla lista degli sciacallaggi, si è unito ieri un esponente politico campano, tale Luigi Di Maio, colui che contestava (in campagna elettorale) alla Regione Campania di aver realizzato le terapie intensive sprecando il denaro pubblico. Questo è un esponente del Governo che avrebbe dovuto far arrivare il personale che manca. Se avessimo avuto il commissariamento della Campania, come richiedeva lui, avremmo fatto la fine della Calabria. Ricordiamo che questo ‘soggetto’ l’ho sfidato ad un dibattito pubblico, in diretta televisiva, dove e quando vuole, da anni. Stesso invito rivolgo a qualche camorrologo di professione, ormai milionario, che continua a vestirsi come un carrettiere che fa tendenza, che continua a dire cose di cui non capisce niente. Anche a questo signore rivolgo l’invito, quando e dove vuole, a un dibattito sui temi della sanità campana”, chiude facendo intuire, senza nominarlo, il suo “bersaglio”, ossia Roberto Saviano.

Aggiunge poi:”Ho avuto inoltre modo di dire a degli esponenti del PD che se dobbiamo stare al Governo con questi personaggi, è meglio mandare a casa il Governo. Fatti salvi 3/4 ministri, questo non è un Governo. Invece di avere dilettanti allo sbaraglio, sarebbe meglio avere un Governo per bene, che non produca il caos”.

De Luca chiude rivendicando una sorta di antimeridionalismo da parte dell’opinione pubblica: “Voglio infine concludere dicendo ai concittadini due cose: ‘orgoglio campano e napoletano’. E ringraziamo le emittenti che ogni giorno ci dedicano attenzione”.

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